Kiss: Paul Stanley, "ho inseguito il successo per compensare tutte le mie insicurezze"

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Kiss: Paul Stanley, "ho inseguito il successo per compensare tutte le mie insicurezze"

Intervistato nel corso di "The Big Interview" della TV AXS, il frontman dei Kiss Paul Stanley ha parlato con il giornalista ospite Dan Rather del suo percorso verso il successo e di come sia cambiata la sua prospettiva di vita.

Ho inseguito il successo per compensare tutte le mie insicurezze. Sono nato sordo dal lato destro, un difetto congenito chiamato Microtia. In pratica è come non avere un orecchio, avendo una massa di cartilagine raggrinzita. Socialmente non ero molto capace e quando hai un difetto fisico diventi il bersaglio di attenzioni indesiderabili e messo in ridicolo. In tutta onestà, per me, l'idea di diventare famoso era come una sorta di rivincita e per sbatterlo in faccia a loro, come dire: "vedete? Dovevate essere più gentili con me!". Sono stato abbastanza fortunato da raggiungerlo, ma ho realizzato che in realtà non mi ha cambiato. Mi sento come benedetto, perché a un certo punto della tua vita, diventare famoso può essere una delusione, perché non può essere un rimedio e potresti finire per piantarti un ago nel braccio, una pistola in bocca o vivere la tua vita come una vittima (del sistema, ndr). Io non sono tagliato per queste cose. Perciò ho deciso che avrei passato la mia vita e il mio tempo libero all'esplorazione di me stesso, cercando così di diventare una persona migliore; per vedere dove tutto ciò mi avrebbe portato. Ho avuto la fortuna di far parte di una band concettualmente mai vista prima e questo mi ha condotto su di un sentiero che percorro ancora oggi. Dove mi stia portando, solo Dio lo sa.