Heavy

Live Report: Accept a Trezzo sull’Adda

Di Stefano Ricetti - 21 Ottobre 2014 - 12:30
Live Report: Accept a Trezzo sull’Adda

Venerdì 17 Ottobre 2014
ACCEPT + Damnations day
Live Music Club
Via Mazzini 58, Trezzo Sull’Adda Milano (MI)

Anteprima

 

Se i Saxon a questo giro hanno dato buca al Belpaese, con il Loro Warriors of the Road Tour, viceversa gli Accept si sono portati l’allestimento palco da sciuri anche nelle Nostre lande: mega batteria di Stefan Schwarzmann in mezzo e ai due lati un vero muro di amplificatori con il logo della band. Un’immagine fortissimamente HM, così come fortissimamente HM sono gli Accept, e l’hanno rimarcato per l’ennesima volta lo scorso venerdì al Live Club di Trezzo sull’Adda.

Ad aprire le danze della teutonic-serata gli australiani Damnations Day, che nelle manciate di minuti a Loro disposizione hanno scaldato a sufficienza la folla, onestamente, sciorinando brani tratti dal loro primo e al momento ultimo full length, intitolato Invisible, the Dead. I Am, Lucid Dreaming e la possente Reaper i pezzi più ficcanti, a parere dello scriba. Difficilmente diverranno gli headliner del Wacken o del Bang Your Head del futuro, i Canguri, ma qualche porca soddisfazione se la toglieranno di sicuro. Beati i tempi, comunque, nei quali certi colossi del Metallo davano un chance a una band italiana, anni fa…

Il Teutonic Terror sotto forma di un quintetto rispondente ai nomi di Baltes/Hoffmann/Tornillo/Frank/Schwarzmann ha inizio, in perfetto stile prussiano e dintorni alle 21.30 precise. Non cosa da poco, la puntualità, soprattutto per i moltissimi dei presenti provenienti da fuori Lombardia o da zone totalmente sfigate della stessa Lombardia. Certo, scappare a fine concerto annulla un po’ di opportunità: tirar tardi con gli amici che non si vedono da secoli, incontrare qualcuno della band ma spesso ha la meglio il pensiero delle centinaia di chilometri da spararsi da soli al volante, mentre gli altri compagni di viaggio ronfano tranquilli tranquilli…     

La prima parte dello show degli Accept funge da legittimazione della formazione con Mark Tornillo dietro al microfono: unica eccezione London Leatherboys. La band è in forma, anche fisicamente, nonostante tutti viaggino nel mondo degli “anta” da un po’ e la complicità fra i vari membri si percepisce. Nessun leader assoluto, sul palco, il bicilindrico Baltes/Hoffmann si prende lo spazio necessario senza mortificare né Tornillo né tantomeno Frank, che se la ride di brutto durante tutto il concerto.

Gli Accept si divertono, non si prendono troppo sul serio e la performance decolla sulle note di Restless and Wild e raggiunge il climax durante l’esecuzione di Princess of the Dawn. Le famose pose plastiche a la Status Quo/Judas Priest fanno il resto: apoteosi suddivisa equamente fra Fast as a Shark, Metal Heart, Teutonic Terror e Balls to the Wall, inframezzate da una breve pausa. Da rimarcare che Teutonic Terror è probabilmente l’unico pezzo fra i nuovi e meno nuovi che dal vivo riesce a guardare negli occhi, senza abbassare lo sguardo, i classici immortali del passato.

Significativa l’affluenza del pubblico, evidentemente nemmeno la crisi nera che ci sta attraversando è riuscita a fermare le armate di fan dediti al culto dei killer watt originari di Solingen, ovviamente al netto di quelli che non ne vogliono sapere di vedere gli Accept senza Udo dietro al microfono.

A pensare a quanti pezzi sono stati sacrificati per restare dentro il paio d’ore di concerto vien la pelle d’oca: Flash Rockin Man, Breaker, TV War, Neon Knights, Monsterman, Objection Ovverruled, Love Child, Up to the Limit, Amamos la Vida. Bisognerebbe davvero inventarsi un Accept day per potersi godere tutto…

Un’altra notte da incorniciare e da portarsi nel cuore per sempre: l’heavy metal va santificato con il braccio borchiato al cielo e condiviso con gli altri… 

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti       

 

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