Live Report: Symphony X@Alcatraz (MI)

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Live Report: Symphony X@Alcatraz (MI)

Ottimo show per gli americani Symphony X, ormai band di culto. Di spalla i Myrath non hanno sfigurato, anche se penalizzati da una resa sonora non impeccabile.

SYMPHONY X +  MYRATH

3/3/2016 @Alcatraz (MI)

 

SymX Euro2016 Admat

 

Il tour mondiale a supporto di Underworld, ultimo nato in casa Symphony X, tocca finalmente il suolo italico, più precisamente l’Alcatraz di Milano. L’apertura della serata è affidata a ben due band, i francesi Melted Space e i progressive metaller franco-tunisini Myrath. Purtroppo per motivi indipendenti dalla nostra volontà, ma dipendenti da lavoro e traffico milanese, ci perdiamo l’esibizione dei Melted Space. Per l’evento, in un Alcatraz con una buona presenza di pubblico, è stato allestito il palco B.

 

 

Gruppo franco-tunisino formatosi a Tunisi nel 2001 sotto il moniker di Xtazy, cambiato in Myrath nel 2006, con ben quattro album all’attivo, di cui l’ultimo, Legacy, ha visto la luce un mesetto fa. Le loro proposta musicale si base su un ottimo progressive metal con influenze e melodie mediorientali sapientemente intrecciate e che sul pubblico presente fanno presa sin da subito. Il cantante Zaher Zorgati, che in alcuni passaggi vocali ricorda Ray Alder dei Fates Warning, ce la mette tutta per coinvolgere i presenti con le sue incitazioni e il costante movimento sul palco. La scaletta è coinvolgente dal primo all’ultimo pezzo, decisamente impossibile rimanere fermi, peccato che i suoni non siano proprio puliti, eccezion fatta per le melodie mediorientali, le cui campionature risultano limpide come il più puro dei cristalli. Nonostante questo i Myrath sono autori di una prova convincente, e visto la giovane età, oltre alla vene prolifica, ci auguriamo di vederli presto come headliner.

Tracklist

Jasmin
1. Storm of Lies
2. Get Your Freedom Back
3. Believer
4. Wide Shut
5. Nobody's Lives
6. Merciless Times

 

 

 

Ore 21:00, le note di “Overture”, riempiono l’aria, oltre a portare sul palco ad uno a uno i componenti dei Symphony X. Ma è solo sulla successiva “Nevermore”, che Russell Allen fa la sua comparsa, con un perfetto look da camionista americano, camicia senza maniche per metter in mostra i possenti bicipiti, occhiali da sole visto che la luce dei fari può dare fastidio, e voce potente e sporca come non ci stancheremo mai di sentire. L’idea di stasera è molto semplice: siamo in tour per promuovere il nuovo album, perché non suonarlo tutto allora. Si prosegue con “Kiss of Fire”, l’ultimo brano dove Allen indossa gli occhiali da sole, per passare a una bellissima “Without You”, cantata da tutto il pubblico, e che vede uno dei leitmotive della serata, la perfetta intesa tra un impeccabile Michael Romeo alla chitarra e le vibranti tastiere di Michael Pinnella, intesa che sfocia in sontuose e potenti melodie che si abbattono su un pubblico che ne vuole sempre di più, e di certo in nostri si fanno pregare. La combo “Charon” e “To Hell and Back”, dove Allen indossa due tipi di machere durante l’esecuzione del brano, sono travolgenti colpi da manuale eseguiti con una precisione al limite del maniacale. “In My Darkest Hour”, “Run With the Devil”, e la bellissima “Swan Song”, dove i più coraggiosi osano alzare qualche accendino, e dove Allen dà ulteriore prova della sua bravura al microfono, cantando il ritornello più alto di quanto fatto su disco, chiudono la parte dedicata ad Underworld, e aprono quella legata al magnifico passato di questa band.

Romeo si porta in mezzo al palco e accenna i primi accordi di “The Death of Balance / Lacrymosa”, inframezzata dall’Imperial March di Star Wars, prima di lasciare il posto al basso di LePond, e all’inserimento degli altri componenti per portare a termine l’esecuzione del solo pezzo strumentale della serata. Non potevano mancare perle estratte da The Divine Wings Of Tragedy, come “Out of the Ashes”, che vede prima della sua esecuzione un allegro Allen andare a prendere una bambina in mezzo al pubblico, portarla in braccio sul palco e definirla il futuro dell’heavy metal, e alla fine uno scatenato Jason Rullo, che si portar al centro del palco indossando una maglietta dell’Inter, e poi la copre con una del Milan, riscuotendo rimproveri e approvazioni delle rispettive tifoserie. “Sea of Lies”, oltre a vedere i presenti protagonisti sui vocalizzi del coro, conclude la prima parte del concerto che sembrava appena iniziato. Solo pochi minuti trascorrono prima che dell’encore, che parte con tutta la potenza di “Set the World on Fire (The Lie of Lies)”, e termina con “Legend”, dedicata al Ronnie James Dio. Purtroppo è tempo dei saluti finali, un’ora e mezza di ottima musica con Romeo e Allen sugli scudi, ma di certo non sono da meno la sezione ritmica LePond/Rullo o le tastiere del maestro Pinnella, e l’esecuzione di una apprezzata scaletta da parte de pubblico confermano ancora una volta i Symphony X come una delle migliori realtà mondiali del progressive metal, lunga vita a loro!

Tracklist
Overture
1. Nevermore
2. Underworld
3. Kiss of Fire
4. Without You
5. Charon
6. To Hell and Back
7. In My Darkest Hour
8. Run With the Devil
9. Swan Song   
10. The Death of Balance / Lacrymosa
11. Out of the Ashes
12. Sea of Lies
Encore:
13. Set the World on Fire (The Lie of Lies)
14. Legend