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Overkill (Bobby “Blitz” Hellsworth)

Di Tarja Virmakari - 10 Settembre 2014 - 13:30
Overkill (Bobby “Blitz” Hellsworth)

Ci sono band storiche che non mollano mai, neanche di un passo. Che soffrono di qualche calo nel corso dei decenni, ma sono sempre lì, pronte a riprendersi il posto che gli spetta nell’Olimpo delle band HM e assurgere nuovamente agli onori della cronaca.
Una di queste è senz’altro la band capitanata dall’inossidabile duo DD Verni/Bobby “Blitz” Hellsworth: gli Overkill.
Ritornati in grande stile con il nuovo “White Devil Armory”, i Nostri sono pronti a mettere a ferro e fuoco i palcoscenici di mezzo mondo. E’ con grande piacere, quindi, che abbiamo raggiunto telefonicamente Blitz per verificarne lo stato di salute e certificarne il rinnovato entusiasmo.

 

Intervista a cura di Tarja Virmakari

 

 

– Ciao Blitz, Sono Tarja. Benvenuto su TM. Come va?

Procede tutto per il meglio, mi trovo in New Jersey e mi sto occupando della promozione del nuovo “White Devil Armory”. Presto andremo in tour, tra estate ed autunno, perciò tutto procede bene!

– Prima di occuparci del nuovo album “White Devil Armory”, vorrei spendere due parole riguardo la vostra carriera… Sono certa che dopo circa 35 anni di attività ne avresti molte di cose da raccontare… Ma parlando della scena metal di New York metal, come l’hai vista cambiare in questi anni?

Ricordo bene quando allora stava crescendo la scena metal e quella punk/hardcore newyorkese. C’erano un sacco di diversità al proprio interno. C’erano, infatti, band come Carnivore, Whiplash, Anthrax e Overkill, band rock o metal come i Twisted Sister… per questo dico che c’era molta eterogeneità. Se parliamo della scena odierna ritrovo piuttosto certe caratteristiche e sonorità in giovani band come i greci Suicidal Angels, gli irlandesi Gama Bomb oppure i californiani Warbringer, perciò non la vedo più molto localizzata, ma in una dimensione più internazionale.

– Agli inizi vi definivate una band power metal, non thrash, mentre durante il periodo “From The Underground” (1997) affermavate nelle interviste del periodo che probabilmente non avreste più suonato musica puramente thrash…

Quello che posso dire è che nel corso degli anni le definizioni cambiano. Quando abbiamo iniziato, il sound di brani come “Feel The Fire” non poteva essere definito propriamente thrash, era più vicino a quello che allora veniva chiamato power metal. Così come brani quali “In Union We Stand” dal secondo album o “Horrorscope”, non sono necessariamente canzoni thrash. Ripeto, le definizioni cambiano e penso che siano più le persone che la band stessa a cercare di mettere delle etichette ai gruppi. Se prendiamo lo stesso “White Devil Armory”, al suo interno contiene molte sfaccettature. Certamente molto thrash, ma allo stesso tempo power metal, rock ‘n’ roll, punk rock… ci sono molte cose differenti all’interno.

– Adesso parliamo finalmente del vostro diciassettesimo album: “White Devil Armory”. Tra le altre cose uscirà proprio il giorno del mio compleanno, il 18 Luglio. Tempismo perfetto, direi… Ad ogni modo, mi piacerebbe che fossi tu ad introdurci l’album. Come lo descriveresti?

Beh, quando abbiamo pianificato l’uscita abbiamo fatto in modo che fosse proprio il giorno del tuo compleanno! (ride di gusto, ndr) Cosa vuoi che ti dica più di questo!
Pensandoci, non è mai uscito un disco degli Overkill il giorno del mio compleanno… potrebbe essere un’idea per il prossimo!
Comunque, penso che quest’album sia una sorta di adattamento della nostra storia al giorno d’oggi. Sicuramente all’interno di “WDA” c’è tanto di quello che sono gli Overkill oggigiorno ed in minor parte quello che eravamo, ma non ci siamo scordati da dove veniamo. Ritornando alla domanda precedente, sul disco c’è molta musica thrash, è la caratteristica dominante, ma si può ritrovare anche molta NWOBHM, o comunque tutte quelle caratteristiche che fanno degli Overkill una band HM in senso ampio.

– In questi giorni, mentre ascoltavo il disco, la prima cosa che ho notato è una piccola differenza nel sound e nella produzione. A mia opinione potrebbe essere paragonata ad una versione moderna di quella che caratterizza “W.F.O.” (1994), sei d’accordo?

Non del tutto. La considero di più una versione moderna di “Horrorscope” piuttosto che di “W.F.O.”.

– Cosa puoi dirmi del processo di scrittura dei brani?

Parte tutto da DD Verni, il quale solitamente colleziona un sacco di idee che poi vengono sviluppate da me e da Dave Linsk. Registriamo tutto su demo e da lì continuiamo a sviluppare facendo gli ultimi cambiamenti e le aggiunte finali.

– Sembra che abbiate trovato nuova linfa vitale ed ispirazione dopo aver siglato il contratto con Nuclear Blast. Tre ottimi album in circa quattro anni… Qual è il vostro segreto?

Penso che sia molto per il fatto che abbiamo una bella alchimia nel gruppo, ci piace scrivere musica, ci piace andare in tour. Quindi penso che tutto avvenga spontaneamente, un’energia che è la naturale conseguenza degli ottimi rapporti interpersonali tra noi. Ed anche NB percepisce questo nostro stato d’animo e ci lascia fare.

– La copertina dell’album è tipicamente nel vostro stile. C’è il teschio/pipistrello (Chaly) e il vostro classico logo. Riguardo ai colori, troviamo una sorta di grigio “anticato” con delle ombre verdi. Trovo che sia molto armoniosa per la vista. Cos’altro puoi dirmi al riguardo? E qual è il significato delle tre stelle sotto le ali da pipistrello?
 
hmmm, penso che vai troppo a guardare i dettagli. Ma direi che ciò che è bello per gli occhi è ciò che poi rimane impresso, quindi non c’è una vera e propria motivazione per i colori in questo album. Sono solo scelte artistiche. Lavoriamo con Travis Smith da anni e abbiamo notato che ogni copertina che fa per noi è sempre più bella. Tutto lì. Quindi non c’è nessun significato particolare per i colori o per le 3 stelle.

 

– L’album è stato registrato presso gli studi Gear Recording e missato da Greg Reely, il quale ha lavorato anche a “The Electric Age” (2012). C’è qualcosa in particolare che vorresti dirci circa questa collaborazione?

Sai, quando lavori la seconda volta con qualcuno, parti già avvantaggiato. Così è successo anche con Greg. I lavori procedono più velocemente e ci capiamo molto meglio. Sapevamo bene cosa dovevamo aspettarci da questa collaborazione. Poi in questi 2 anni anche la tecnologia è migliorato, quindi abbiamo potuto lavorare ancora meglio ai dettagli in fase di missaggio. Lavorando così non perdiamo tempo prezioso e otteniamo un risultato migliore.

– Adesso parliamo dei vostri tour… vi piace ancora suonare dal vivo? Cosa mi puoi anticipare delle prossime setlist? So che suonerete qui in Italia, il 4 novembre… Ci sarò di sicuro.

Devo dire che andare in tour è ancora l’aspetto più bello ed importante per noi, ci piace andare “on the road”. Ci divertiamo parecchio sul palco. Nelle setlist sicuramente presenteremo alcune delle nuove tracce, ma ovviamente suoneremo tanti pezzi dai nostri album precedenti, sarà un bel mix di vecchio è nuovo.

 

 

– Il prossimo anno festeggerete il vostro trentacinquesimo anniversario. State pianificando qualcosa?

Sai, tutti me lo ricordano ed ogni volta mi sembra incredibile che siano già 35 anni che suoniamo. Questo anniversario è sicuramente un grande traguardo, ma credo che alla fine sia importante celebrare ciò che siamo oggi e non quello che eravamo anni fa. Non abbiamo ancora pensato a cosa faremo e come festeggeremo, ma sicuramente saremo in tour a divercirci sul palco e con i nostri fan.

– Beh, forse uscirà un nuovo album per il tuo compleanno! 😀

(ride di gusto) …E chi lo sa…

– Blitz, una domanda personale ma ipotetica: se non esistessero gli Overkill, in quale band ti piacerebbe cantare?

Eeeh, be’ vorrei tanto cantare nei Judas Priest, ma non so se ho i giusti toni di voce, hahahah… è una mia fantasia. Ma non mi dispiacerebbe cantare anche con i Motorhead.

– Ok, adesso un’ultima domanda di rito… Come ti piacerebbe concludere questa intervista? A te la parola!

Non vedo l’ora di partire per il tour in Europa ed ovviamente in Italia e ti dico grazie. Ci vediamo a Novembre, allora!

– Certamente, ci vediamo a Novembre a Milano. E ti ringrazio tanto, Blitz, per questa intervista, è stata un vero piacere. E ti auguro Buon’estate e lancio dell’album e ti ricordo di brindare anche per il mio compleanno, hahah…

hahahah certo che si! E buon compleanno, Tarja! Ci vediamo, ciaooooo!