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Savior From Anger (Mark Ryal)

Di Vittorio Cafiero - 28 Settembre 2016 - 1:01
Savior From Anger (Mark Ryal)

D. Ciao Mark, felice di averti nuovamente ospite sulle pagine di Truemetal.it. A proposito, l’ultima volta ti chiamavo ancora “Marco”. Senza dubbio, credo, il nome d’arte “Mark Ryal” suona come un omaggio all’indimenticabile Mark Reale dei Riot…cos’ha rappresentato per te il chitarrista compositore, tanto da dedicargli il tuo nuovo appellativo?

R. Ciao innanzitutto e grazie per lo spazio che ci dedichi sul portale. Non ci crederai, ma è solo un caso che il mio nome d’arte assomigli così tanto a quello dell’indimenticabile Mark Reale, leader dei Riot. Nonostante sia uno dei miei chitarristi preferiti, nonché uno dei miei idoli, il nome Mark Ryal è nato molti anni fa. Purtroppo in Italia, a differenza di molte altre nazioni, mettersi un nome straniero, è sempre stata vista come una cosa ridicola, presuntuosa, così decisi di ritornare al mio nome di battesimo. Poi avendo reclutato una line-up internazionale negli ultimi anni, ho pensato fosse il momento di ritornare al nome d’arte, abbandonato ormai dagli anni ‘90.

D. Passiamo ora alla scottante attualità. Anno 2016 e abbiamo davanti ancora una nuova line-up. Ce la vuoi presentare? Chi sono allo stato attuale i Savior From Anger?

R. Alcuni anni fa, dopo l’uscita di “Age of Decadence” decisi di prendermi un po’ di pausa a causa di malumori creatosi all’interno della band e stare un po’ lontano da una scena musicale che stava diventando sempre più corrotta e squallida, soprattutto in Italia. Nel frattempo ho messo su i nuovi Savior From Anger, dopo aver reclutato Bob Mitchell degli Attacker, ma mi mancavano bassista e batterista. Contattai Frank mio amico di vecchia data e ottimo bassista, e poi la nostra label Pure Steel record mi mise in contatto con Michael, polistrumentista ed eccellente batterista speed metal nonchè eccellente ingegnere del suono.

D. Bob Mitchell sembra un cavallo di razza. Come siete entrati in contatto?

R. Con Bob eravamo amici di chat da molti anni su Facebook, e già da tempo stavamo programmando su una collaborazione. In verità per “Temple of Judgment” avevo contattato Tony Moore dei Riot e Mike Howe dei Metal Church, ma purtroppo dopo mesi di trattative non arrivammo ad un accordo e mi trovai punto e a capo per la ricerca di un buon singer per il disco, insieme a Tony e Mike contattati anche altri vocalist che adoravo come: Robert Fleishmann ex Vinnie Vincent, Goran Edman, Michael Vescera, Mark Boals, Michael Matijevic degli Steelheart ma – chi per una fee troppo elevata, chi per poca serietà – non mi diedero conferma. Così confermai Bob che contattai insieme a tutti gli altri che si è dimostrata una persona molto seria e un ottimo vocalist. L’ho scelto per le sue caratteristiche che lo avvicinano a David Wayne dei Metal Church.

D. Oltretutto, seguendo i social network, sembra davvero coinvolto nella band. Direi quindi che non abbiamo a che fare con uno special guest, ma con un membro della band a tutti gli effetti, vero?

R. Infatti, Bob Mitchell non è un ospite ma il cantante ufficiale della band, fui io stesso a chiedergli chiaramente questa cosa quando iniziammo a pensare di collaborare.

D. Ma è davvero così difficile trovare dei membri, se non proprio della tua zona, almeno geograficamente non così lontani?…..

R. Oramai, trovare musicisti seri è difficile, partiamo da questo presupposto, intendo persone disposte a seguirti con continuità, ma la cosa più difficile è trovare musicisti che amano lo US Metal e che lo conoscano bene, quindi la selezione è indispensabile.

D. Curiosità: ma vi siete mai incontrati di persona con Bob e gli altri, oppure la relazione al momento è stata soltanto a livello virtuale (Skype, invio demo via file, etc…)?

R. Abbiamo avuto solo contatti telefonici e via Internet, lavoriamo molto con il computer, ci vedremo poche settimane prima di iniziare il tour.

D. E a tal proposito, come vivi la difficoltà di essere una band che non può permettersi di provare assieme e creare i pezzi?…Insomma, non ti manca quel tipo di amalgama?

R. Nei Savior from Anger ho fatto sempre tutto da solo, quindi ci sono abituato. Certo sarebbe bello poterci vedere e provare insieme tutte le settimane, ma per ovvi motivi non è possibile, essendo tutti dei professionisti riusciamo a fare poche prove prima di un tour, però ci accordiamo su tutto via chat, intendo i dettagli tecnici, poi lavoriamo con partiture, tabulati etc…Sicuramente provando insieme sempre ci sarebbe un approccio meno freddo, pazienza!

D. Veniamo ora a Temple Of Judgment, che abbiamo avuto il piacere di recensire. Ce lo vuoi presentare dalla tua prospettiva?

R. È il disco più melodico dei Savior from Anger, rispetto ai suoi predecessori, dove ho eliminato la componente thrash e preferito soluzioni più tipicamente US Metal; quindi più mid-tempo, passaggi di chitarre armonizzate, e un lavoro di voci più presente, sopratutto dei cori.

D. Quali sono i pezzi più rappresentativi o che per te hanno un’importanza preponderante?

R. Ho curato molto la varietà delle strutture dei pezzi, quindi credo che tutti insieme ne facciano un buon disco, dalla traccia veloce, a quella cadenzata, dalla ballata al pezzo più catchy del lotto.

D.Se non erro, su In The Shadows c’è anche Craig Wells (ex Metal Church) come compositore? Come sei entrato in contatto con lui?

R. Anche con Craig eravamo amici di chat da molti anni, essendo un fan sfegatato dei Metal Church, così una sera Craig mi inviò dei suoi file inediti per farmeli ascoltare, ne rimasi entusiasta e così me li regalò, erano solo alcuni riffs senza una struttura ben precisa, così lavorammo a ” In The Shadows”, scrissi i riffs mancanti e creai la struttura e le parti vocali. La versione originaria era più speed, poi in un secondo momento optammo per la versione più cadenzata, ma forse un giorno pubblicheremo anche la prima versione del pezzo.

D. A proposito, ti è piaciuto XI, il nuovo album della Chiesa Di Metallo uscito pochi mesi fa?

R. Come ti ho detto, sono un grande fan dei Metal Church, e di tutti i loro dischi, ad eccezione del periodo precedente alla reunion con Howe. Onestamente di dico che Howe fa la differenza e rende bello anche un brano poco ispirato per la sua voce carismatica, ma ad eccezione di 3/4 brani forse, il disco mi ha un pò deluso, non mi piacciono i ritornelli, per i quali sono un pò pignolo, ma questa è una caratteristica di Vanderhoof , infatti anche nei suoi lavori solisti ho notato la stessa caratteristica. Howe immenso come sempre. In definitiva una sufficienza stentata.

D. Sempre rimandendo in ambito US Power Metal, so bene che sei legato al passato e poco eccitato dalle nuove uscite, ma delle ultime cose di Riot V e Vicious Rumors (nuovi album, nuovi membri…) cosa mi dici. Poco tempo fa ho visto i Riot V in concerto e sono strepitosi dal vivo!

R. Che fai mi provochi? Ah ah aha ha ha Purtroppo quando in alcune bands ci passano dei cantanti come Mr. Tony Moore dei Riot e Mr. Carl Albert dei Vicious Rumors è impossibile fare una bella figura, quantomeno dignitosa per chiunque, Parliamo di cantanti che avevano un qualcosa in più, uno stile che li identificava, e nessuno riuscirà a sostituirli degnamente. Todd Michael Hall, ha un eccellente tecnica e come singer non sfigura certamente, ma non riuscirà mai a dare la stessa emozione di Moore, per quanto riguarda Nick Hollemann dei Vicious Rumors, siamo davvero lontani, lo reputo un buon cantante, senza offesa, ma lontano anni luce dallo standard emotivo di Albert.

D. Ho letto che avete grandi programmi per l’attività dal vivo nel 2017. Addirittura date negli Stati Uniti! Come vi state organizzando.

R. Certo, faremo delle date in America, con una line up tutta americana oltre a me e Bob. Abbiamo pensato di avere dei musicisti americani per ammortizzare le spese aeree, in questo modo soltanto io dall’ Italia ho bisogno dei biglietti, e possiamo viaggiare ad una fee più bassa e fare più date, chiamiamola strategia di marketing.

D. Se non sbaglio i pezzi di Temple Of Judgment hanno già qualche anno (la registrazione del disco è andata per le lunghe…). Stai già lavorando a nuovi pezzi?

R. Purtroppo abbiamo dovuto sostituire l’ingegnere del suono durante le registrazioni del disco e abbiamo dovuto slittare la data di uscita dell’album di diversi mesi. Ho diversi pezzi già composti ma ancora li devo definire, spero di poterlo fare presto, impegni permettendo.

D. Direi che è tutto per questa volta. Aggiungi quello che vuoi….per quanto mi riguarda, spero di vedervi dal vivo una buona volta. Sperando di non dover raggiungervi negli Stati Uniti!

R. Lo spero, ma ho chiuso con l’Italia da diversi anni, troppa corruzione e promoters poco seri, offendono le bands e speculano sul loro lavoro, e onestamente non vorrei fare brutte figure con Bob Mitchell che è abituato a ben altri scenari. Ti ringrazio di tutto, è stato un piacere, spero in futuro di poter rispondere alle tue domande in occasione di un nuovo disco dei Savior from Anger.