Recensione: A Bliss to Suffer

Di Alessandro Cuoghi - 7 Gennaio 2010 - 0:00
A Bliss to Suffer
Band: The Legion
Etichetta:
Genere:
Anno: 2009
Nazione:
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78

Aggressione sonora pura.
Questo l’obiettivo dei The Legion, brutale combo svedese dedito ad una forma articolata e devastante di Death/Black Metal moderno, ricco di venature Thrash ed espresso con ottima perizia tecnica e buone doti compositive.  
Dal punto di vista stilistico la band dimostra di possedere ottima elasticità, distaccandosi spesso da quanto fatto ultimamente dai più blasonati colleghi svedesi e riuscendo a proporre partiture variegate, caratterizzate da contaminazioni cucite ad hoc nel contesto.
Ritmiche serrate al limite del Brutal, aperture drammaticamente sinfoniche e potenti ribattuti Thrash vanno così a posizionarsi senza un lamento fra acuminate trame sonore di matrice Black, dando vita a brani di buona caratura che attraverso un furore epico, drammatico e devastante, riescono a coinvolgere l’ascoltatore senza stancare o risultare ridondanti.
Il costante utilizzo del growl da parte del singer L.Martinsson aggiunge profondità alle sferzate chitarristiche della coppia Kottelin-Svartz che, accompagnate da K.Andersson al basso, risultano il più delle volte aggressive, abbastanza catchy e cariche di groove.
A completare la formazione troviamo l’ex-Marduk Emil Dragutinovic, vero pezzo da 90 della band, che con un drumming terremotante, preciso e dinamico aggiunge impatto e potenza ad ogni singolo brano del disco.
Il tutto è supportato da una produzione professionale in grado di garantire un sound fresco, compresso ed oltremodo violento, adatto sotto ogni punto di vista alla letale proposta della band.

I nostri sembrano voler mostrare sin da subito le proprie carte, adottando la metodica dell’attacco diretto, senza perdere tempo con lunghe ed elaborate intro. Giusto pochi secondi di attesa e le porte di “A Bliss To Suffer” vengono sfondate dalla violentissima opener “Shinig Redemption”, traccia potente e maligna, sorretta da un granitico incipit e corredata da un chorus epico e drammatico che non mancherà di imprimersi nella mente dell’ascoltatore.
Col procedere del disco si assiste al susseguirsi di brani mortali quali “Call Of The Nameless Black” o l’apocalittica “Blood Be Gone”, dal sapore norvegese e dal chitarrismo dannatamente Dimmu Borgir.
Le contaminazioni Thrash/Death esplodono crepitando nella crudele “The Inimical” e nella brutale “Man Beast”, dove ritmiche Black Metal sono intervallate da tecnicismi serrati per rituffarsi di colpo in apocalittiche deflagrazioni di furia iconoclasta.
Tra la devastazione costante fanno comunque capolino rari momenti, “The Luring Depths” su tutti, dove la potenza viene incanalata e piegata sapientemente a servizio di qualcosa che vada oltre la pura aggressione sonora, in grado di spaventare ed emozionare al tempo stesso, dimostrando come la band sia capace di muovere un passo oltre i confini del proprio stile, mantenendo comunque intatte le caratteristiche da cui è contraddistinta.

A conti fatti, la proposta musicale dei The Legion è maggiormente riconducibile a sonorità moderne ed articolate, tipiche di band come Dark Funeral, Devian (altra band di Emil Dragutinovic, che conta l’altro celebre ex-Marduk, Legion, alla voce) ed odierni Immortal e Dimmu Borgir, rispetto a quanto espresso dai gruppi più seminali, dove l’esecuzione passa spesso in secondo piano rispetto al messaggio ed ai sentimenti trasmessi. In questo caso ci troviamo di fronte ad un gruppo tecnicamente più che preparato, coadiuvato da una produzione decisamente sopra le righe, per un prodotto che non mancherà di attirare l’attenzione di molti cultori del Metal estremo, eccezion fatta per i puristi delle sonorità maggiormente Old School. La potenza e la pulizia di esecuzione risultano infatti devastanti, piacevoli all’ascolto e capaci di stimolare quel genuino senso di headbanging tipico dei generi maggiormente intrisi di groove, quali il Thrash ed il Death Metal. Questo aspetto, sebbene rappresenti il punto di maggior forza del disco, cela un sottile lato nascosto che potrebbe far storcere il naso a più di un utente: una discreta mancanza di espressività e capacità di suscitare sentimenti (chi ascolta il caro vecchio Raw Black di Darkthrone e soci sa di cosa stia parlando) presente nella maggior parte delle potentissime canzoni di questo “A Bliss To Suffer”. A volte infatti la pesantezza ed il tecnicismo prendono il sopravvento, tumulando sotto una montagna sonora invalicabile momenti altrimenti destinati a trasmettere emozioni e sensazioni. Ovviamente si tratta solo di un appunto personale ad un prodotto che và comunque oltre gli standard musicali d’oggi giorno e che risulta in grado di distinguersi dalla massa grazie ad un sound aggressivo ed accattivante.
Concludo quindi con un consiglio diretto a tutti quelli che necessitano di una sana dose di Black/Death Metal brutale e potente, anche se leggermente distaccato, corredato da una punta di melidia mai fine a sè stessa: “Ragazzi, con questo “A Bliss To Suffer” avete trovato pane per i vostri denti!”

Alessandro Cuoghi

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TRACKLIST:

1. Shining redemption
2. Call of the nameless black
3. A toil beneath the skin
4. Blood, Be gone!
5. A curse for the dead
6. The luring depths
7. The inimical
8. Man-beast
9. The reaping of flesh and blood

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