Recensione: A Star-Crossed Wasteland

Di Daniele D'Adamo - 13 Luglio 2010 - 0:00
A Star-Crossed Wasteland
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Anno: 2010
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59

Ed ecco un’altra valchiria della voce, in arrivo stavolta dalla California del Sud. Si tratta di Maria Brink, cantante degli In This Moment che, con “A Star-Crossed Wasteland”, incidono il terzo album della loro carriera. Prodotto da Kevin Churko (Ozzy Osbourne, Fibe Finger Death Punch) e registrato presso lo studio The Wolve’s Den, il platter ambisce a ritagliarsi una buona fetta di fans fra coloro che amano il metal robusto e corposo, annacquato – ma non troppo – dalle caratteristiche easy del mercato mainstream.

In antitesi a quest’approccio – pregno di potenza -, alla questione, l’esile figura della Brink ce la mette tutta per aggredire senza tregua le linee vocali delle canzoni, dimostrando una buona se non ottima capacità interpretativa sia nelle parti più calme sia in quelle più movimentate. Modificando di conseguenza il suo timbro dal clean caldo e cristallino allo screaming duro e cattivo (screaming coerente con le caratteristiche delle corde vocali femminili, ovviamente). Difficile inquadrare il sound del gruppo. Forse sarebbe meglio inserirlo nell’immenso calderone «metal» poiché nel groove s’intrecciano heavy, hard rock, power (di quello americano …), death melodico, stoner, sludge, rock ‘n’ roll e – soprattutto quando Maria alza i toni – hardcore (tipo Ann Boleyn dei Détente)! Siccome, comunque, da qualche parte lo dobbiamo mettere, lo swedish melodic death metal che fa decisamente capolino in “Iron Army” può rappresentare il giusto compromesso, per i californiani. Questa complessa miscela da un lato rende «libera» la proposta del quintetto, dall’altro determina il fatto che il medesimo segua con difficoltà il filo del discorso. I dieci brani del platter faticano a trovare un comune denominatore, essendo un po’ troppo slegati fra loro. Ascoltando e riascoltando, il disco tarda a raggiungere lo status di coerenza musicale, nel senso che i pezzi si susseguono senza che si riesca a inquadrarli entro dei limiti stilistici ben marcati, anche se ampi. Percorrendo, infatti, da una parte all’altra l’orizzonte metallico, ci si ritrova parecchio confusi, nel tentare di decifrare il pout-pourri di suoni che imbottisce il CD.

Questo grave limite, a parere di chi vi scrive, è parzialmente alleggerito dalla professionalità assoluta con la quale è stato realizzato il full-length: dall’esecuzione all’incisione non ci sono punti deboli; soprattutto per quanto riguarda la produzione, equilibrata nell’evidenziare i vari strumenti secondo il momento.
Oltre a ciò, alza la qualità globale di “A Star-Crossed Wasteland” la prestazione della vocalist, sopra le righe per la notevole duttilità dimostrata nell’approccio ai pezzi (si va dal lento e profondo incedere di “World In Flames”, alla furia di “Standing Alone”). Il resto dell’act, a differenza di lei, si dimostra ligio alle consegne e nulla più. Quindi ineccepibile ma impersonale (del tutto ordinario il guitarwork, i guitar-solo, la sezione ritmica …).
Inoltre, alcune canzoni (tutte dalla semplice struttura, tipica del rock) particolarmente riuscite contribuiscono a tirare ancora un po’ su l’album. Soprattutto “Just Drive”, dal forte sapore melodico, nella quale si ritrovano in pratica tutte le varietà armoniche della cantante; pregevoli sia nella strofa, sia nel ritornello. Da rimarcare il tono dimesso della title-track, dall’umore dolcemente languido e dal ritmo sinuoso, che farà sicuramente presa su una larga fetta di uditorio. Come “The Road”, presumibile hit del lavoro per via del chorus semplice e accattivante.  

Difficile valutare “A Star-Crossed Wasteland”. Leggendo sopra, non sono poche le note positive. Tuttavia, c’è la mancanza di un’unità stilistica che possa associare gli In This Moment a un preciso marchio di fabbrica e, soprattutto, l’eterogeneità delle singole composizioni, in misura tale da rendere il lavoro dispersivo e, alla fine, inesorabilmente increspato da un tedio incipiente.
La voce di Maria merita di più: riprovare!

Daniele “dani66” D’Adamo  

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Track-list:
1. Gunshow 4:47
2. Just Drive 3:27
3. The Promise 4:28
4. Standing Alone 3:51
5. A Star-Crossed Wasteland 4:31
6. Blazin’ 4:21
7. The Road 4:04
8. Iron Army 3:27
9. The Last Cowboy 3:54
10. World In Flames 5:21

Line-up:
Maria Brink – Vocals
Chris Howorth – Guitars
Blake Bunzel – Guitars
Jeff Fabb – Drums
Kyle Konkiel – Bass

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