Recensione: A Sun That Never Sets

Di Mirco Aserio - 24 Aprile 2009 - 0:00
A Sun That Never Sets
Band: Neurosis
Etichetta:
Genere:
Anno: 2001
Nazione:
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92

Settimo album in studio per la band di Oakland, capitanata dai due leader Scott Kelly e Steve Von Till, entrambi chitarra e voce. Siamo nel 2001, la band è riuscita a farsi conoscere al grande pubblico coi due precedenti lavori:  “Through Silver in Blood” (1996) e “Times of Grace” (1999).

Passiamo al disco in questione: “A Sun that never sets”. Già dal titolo possiamo capire cosa abbiamo di fronte: un lungo viaggio apocalittico e oscuro fatto in musica. La violenza minimale Hardcore dei primi dischi è ormai un vago ricordo, già dai precedenti due lavori si è delineata una struttura più complessa delle canzoni vagamente “progressiva” e quasi tutti i pezzi durano ben oltre i 6-7 minuti. Le chitarre producono riff granitici a cui si sovrappone il cantato sofferto di Scott Kelly e Steve Von Till, ma non mancano parti più melodiche e “cantabili”.

L’album alterna pezzi più lenti e riflessivi, come la title track, a lunghe cavalcate nel vuoto come “Falling Unknown”  fino al capolavoro che chiude il platter: “Stones from the sky”  con i suoi ultimi 3 minuti di chitarre dissonanti che sembrano annunciare la fine del mondo.

Definire una creatura come i Neurosis è un compito molto arduo. Sicuramente non sono una band metal nel senso stretto del termine, ma pescano a piene mani da generi quali l’Hardcore, il Doom e il Post-Rock, creando una miscela unica di post-Hardcore e Sludge (dei quali sono fra i capi fondatori). Molte band che nasceranno in futuro si ispireranno a questo sound, fra le più importanti ricordiamo ISIS, Pelican e Cult of Luna.

A Sun that never sets nella lunga discografica della band californiana è forse il disco più maturo e pieno di spunti, lontano dalla rabbia sincera di “Enemy of the Sun” (1993) e “Through Silver in Blood”,  qui la rabbia lascia spazio a riflessioni dark e a un oscurità totale e claustrofobica. 

Album di certo non di facile assimilazione, richiede numerosi ascolti come tutta la musica di questa immensa band, ma ne vale davvero la pena.

Mirco Aserio

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Tracklist:

1. Erode 01:49 
2. The Tide 08:48 
3. From The Hill 09:26 
4. A Sun That Never Sets 04:59 
5. Falling Unknown 13:10 
6. From Where Its Roots Run 03:41
7. Crawl Back In 06:50 
8. Watchfire 08:26 
9. Resound 01:26 
10. Stones From The Sky 09:45

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