Recensione: A Wider Space

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Addirittura prima dell'esplosione della Nwoihm nascevano, in quel di Terni, i Synthesis. L'anno era il 1978 e i Nostri iniziarono a infiammare piano piano il panorama HM tricolore a suon di concerti,  Festival canzonieri vinti ma soprattutto prendendosi un posto all'interno della compilation Metallo Italia del 1985, in pratica la risposta tardiva – ma altrettanto importante - alla fondamentale Heavy Metal Eruption. Il suggello su vinile, però, come in tanti altri casi di colleghi più o meno illustri, non ci fu, per i soliti motivi legati alle problematiche musicali e all'ignoranza degli addetti ai lavori del Nostro caro stivale. Solamente tre anni fa gli umbri riescono a concretizzare e concentrare su Cd il Loro lavoro fatto di anni underground, sudore e sangue, come già recensito qui. Il 2006 vede l'uscita di un Live album mentre è di quest'anno la realizzazione di A Wider Space, un disco nuovo di zecca che rappresenta i Synthesis di oggi.

L'album è figlio di due intensi anni di lavoro che hanno decretato un scelta mirata alla qualità musicale piuttosto che alla quantità, scartando le partiture che non convincevano appieno. La produzione è assolutamente accettabile e curata nei minimi particolari, essendo stata concepita ai Synthesis Studios, di proprietà della band, quindi senza limite alcuno. 

All'interno delle nove tracce proposte vi sono due strumentali: Finale, posta in chiusura a rappresentare un ideale collegamento con l'arpeggio del primo brano – Lost and Gone – e On Any Other Day, una cascata di note di chitarra da parte dei due guitarist Giulio Rossi e Alessandro Mechelli, che faranno la gioia degli amanti di questo strumento.

Le restanti sei tracce inedite sono un crogiuolo di heavy metal adulto, discendente diretto di quello degli anni Ottanta, ma estremamente cresciuto, figlio di un'evoluzione piena e completa attuata da un gruppo che negli Eighties c'era e che certe sonorità le ha metabolizzate alla grande. Proprio in questo senso la presenza della versione rimasterizzata di un classico come Fires in the Night del 1985 rende impietoso il confronto, a livello di songwriting, fra i Synthesis maturi di oggi e quelli - altrettanto dignitosi - ma altamente derivativi di allora. 

I ternani colpiscono nel segno con un sound roccioso che vive e si alimenta di sane dosi di melodia, un po' come erano usi fare i Dokken degli inizi, quelli di Tooth and Nail e Under Lock & Key. Lost and Gone rappresenta l'intransigenza sonora dei Synthesis, mentre con Perfect Love iniziano a fuoriuscire le reali coordinate stilistiche del disco: refrain impeccabile, chitarre in evidenza, “hook” – come dicono gli inglesi – a profusione e un singer corposo come Massimo Evangelisti sugli scudi. Staying Up All Night prosegue alla grande il discorso intrapreso ma è con la ballad Carry On che i Nostri fanno il botto: un pezzo da novanta mai stucchevole che se fosse stato inciso da Bon Jovi o Aerosmith sarebbe divenuto il tormentone dell'estate 2008 a livello mondiale. Con Turn Me On si colpisce ancora il bersaglio all'insegna del Metallo antico ma immortale - se fatto bene - e I Heard you Calling è un'altra perla dal sapore neolatino tutta da scoprire, lenta, narrata, magnetica, ma inesorabile nel far sognare.         

A Wider Space è un lavoro senza tempo che costituisce un'autentica sorpresa nel mercato stra-inflazionato di oggi: un cesello dal profumo retrò che guarda all'oggi senza timori grazie alla classe del gruppo capitanato dallo storico – e stoico – batterista Roberto Uccellini. No Others Words…          

         
Stefano “Steven Rich” Ricetti 


Line-up:
- Massimo Evangelisti - voce
- Alessandro Mechelli - chitarra
- Giulio Rossi - chitarra
- Giuseppe Maniaci - basso
- Roberto Uccellini - batteria

Tracklist:
1. Lost And Gone
2. Perfect Love
3. Staying Up All Night
4. Carry On
5. Turn Me On
6. I Heard You Calling
7. Fires In The Night
8. On Any Other Day
9. Finale

 

 

 
85