Recensione: Abyss of Excruciating Vexes Ep

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Un nero manto di fuligine death metal si alza per un vento black che gelido soffia incessante. Ecco, in poche parole, presentato l’ultimo Ep dei canadesi Paroxsihzem, progetto musicale nato nel 2007 la cui cupezza ed intensità non è certo seconda ad alcuno. 

Parliamo di atmosfere opprimenti, di suoni prodotti in modo vago, opaco e distruttivo, il tutto con un’attitudine al caos marcata. Di fronte a noi tanta old school, ritmiche serrate e sentori che riportano alla mente Abyssal ed Immolation

Suoni ovattati, figura che dal fondo di un vulcano “sbuffante” ci parla del proprio odio incandescente, ricoperto da una coltre di bianca  gelida vendetta.  Ep che non pone attenzione alla tecnica o alla produzione ma focalizza tutto sulla selvaggia resa dei suoni. Il lavoro ci risulta acquistabile in formato vinile, crediamo per render ancor più cupa l’emotività espressa, vista la tipica timbrica del formato. Al di là di queste considerazioni, i pezzi sono tutti discreti e potranno affascinare chi non bada troppo al sofismo ed alla qualità. La voce, decisamente filtrata e “slabrata” è mormorio di fondo che poi esonda ricoprendo di oscuri liquami le note. 

Nessuna novità o idea rivoluzionaria in “Abyss of Excruciating Vexes” il cui scopo “distruttivo” e “asfissiante” va decisamente a segno. Siamo curiosi di ascoltare presto un full-length, perché le ambientazioni e la passione ci sono.

Stefano “Thiess” Santamaria

 
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