Recensione: Acherontia Atropos

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Per quei tre che se lo stessero chiedendo, l’acherontia atropos, meglio nota in italiano come sfinge testa di morto, è quel tipo di falena le cui macchie sul dorso ricordano la forma di un teschio, soggetto diventato molto popolare nel mondo dei tatuaggi. “Acherontia Atropos” è anche il nome del nuovo album dei greci Obzerv, band ellenica attiva dal 2011 e che nel 2014 aveva già pubblicato l’omonimo disco d’esordio.

Il disco, uscito nell’aprile 2019, era già stato anticipato da alcuni singoli tra cui ‘Apex Predator’ e ‘Agitated’. Entrambe i pezzi rappresentano bene il sound hardcore della band: ritmi sostenuti, chitarre pesanti e un growl/scream che lascia poco spazio al cantato più pulito. Gli Obzerv sono schietti e senza fronzoli, la loro musica è veloce, diretta, i testi sono arrabbiati e tetri, e l’album in generale sembra quasi una rappresentazione del metal per chi il metal non lo ascolta. Questo è sia un pregio che un difetto, perché se da una parte “Acherontia Atropos” è l’album metalcore per eccellenza, dall’altra pecca di monotonia; se da una parte la performance musicale è impeccabile, dall’altra manca di quel twist in più che l’avrebbe differenziata da altre produzioni simili.

Non che la band non ci abbia provato. ‘Stage: Chrysalis’ dovrebbe essere una ballad ma sembra più un intermezzo, che intermezzo non è considerando che si tratta della penultima traccia. È un brano sì atmosferico e suggestivo, ma incoerente con il resto dell’album e che ci lascia senza particolari impressioni. ‘Plot Twist’, l’ultimo brano, tiene fede al suo nome con uno stacco jazz verso il terzo minuto, ma si tratta solo di un breve momento prima di tornare ai soliti ritmi. La sperimentazione di per sé è interessante, peccato che sia troppo breve e relegata agli ultimi minuti dell’album, sembrando anche qui inconsistente con tutto quello che abbiamo ascoltato fin ora. Sarebbe bastato ampliare quest’idea e, in generale, osare di più lungo tutta la durata dell’album per aggiungere quel twist di cui prima.

Nonostante i difetti, “Acherontia Atropos” è sicuramente un buon disco d’esordio e un vero album metal “spaccatutto”, lasciando anche molto spazio di sperimentazione per il futuro.

 
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