Recensione: Aerial

Di Francesco Maraglino - 30 Settembre 2017 - 6:30
Aerial
Band: Newman
Etichetta:
Genere: AOR 
Anno: 2017
Nazione:
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77

 

Da queste parti (quelle di Truemetal, in particolare tra quelli di noi della redazione che tendono a sdilinguirsi per l’AOR), i Newman piacciono assai. Basta leggere i voti delle recensioni dei dischi di questa band  pubblicate negli ultimi anni, per accertarsi che il suono patinato, raffinato eppure non scevro di guizzi heavy – devoto sì agli anni in cui il rock melodico dominava le classifiche e le arene, ma non per questo antiquato o meramente nostalgico – si è costantemente mantenuto su livelli qualitativi molto elevati.
Quella di Steve Newman e dei suoi sodali è una vera e propria “macchina dell’eleganza” (tanto per citate facilmente il titolo dell’ultimo platter del gruppo, datato 2015)  ed è quindi con assoluta fiducia che ci siamo apprestati all’ascolto del nuovissimo “Aerial”, rilasciato dalla label AOR Heaven.
E le aspettative non sono rimaste deluse. Ancora una volta, infatti, i Newman sono stati capaci di realizzare una dozzina di deliziose fette di rock patinato ed elegante, ben congegnato in quanto a songwriting ed eccellentemente prodotto ed arrangiato.

“Aerial” è, come sempre, incentrato su suoni soft-rock che omaggiano i grandi del rock melodico come Journey e Toto.
Vertigo (Leap Of Faith), ad esempio, propone un AOR in uno stile che può rimandare alla band di Neal Schon, e I Am Your Man e la più energica Nothing Left offrono all’ascoltatore le lusinghe di un soft-rock di alta classe.
Soffice anche il midtempo di Still Bleeding, peraltro arricchita da un ritmo multiforme e da un ritornello carico di melodia, mentre Two Sides è un dinamico e stiloso melodic rock. Pure la svelta Don’t Wake The Lion è elegante ma anche grintosa, ed è contraddistinta da un chorus aperto, armonioso ed accattivante.
 

Rispetto ai dischi precedenti, va detto che stavolta si avvistano meno brani dai connotati più pesanti. Tra questi, si fanno apprezzare Can’t Stop Loving You, col suo mix di riff hard rock, tastiere elettroniche, canto suadente e ritornello catchy, e High Tonight (Aerial), midtempo di classe dalla melodia imperante e dai trafittivi riff chitarristici.
Si registrano, invece, in “Aerial”, maggiori influenze pomp che richiamano alla mente gente come Styx e Pride of Lions. Fear Of Flying, difatti, è un AOR con connotazione quasi da musical, proprio come alcuni classici della band di “Paradise Theatre”, pur se incorniciata da lick molto energici. Sulla stessa scia è la festosa Life To Remember, valorizzata anche dalla ciliegina sulla torta di un pregevole assolo di chitarra. Anche Always Strangers, che s’apre con le sole chitarra acustica e voce, percorre poi sentieri di matrice pomp.

You Don’t Know Me, dagli  sprazzi atmosferici in un ambiente cadenzato e drammatico, appare un poco forzato ed è forse l’unica canzone che non convince del tutto.

A conti fatti, “Aerial” conferma lo stile consolidato dei Newman, ancora una volta dediti al loro elegante soft-rock con iniezioni di grinta contemporanea e radici salde negli anni ottanta.
Rispetto ai precedenti lavori, la band stavolta si colloca su un livello qualitativo appena un tantino inferiore, ma si tratta d’inezie. I fans del rock melodico possono, ancora una volta, rivolgersi con fiducia ai Newman per soddisfare la propria fame di suoni raffinati e aggressivi al tempo stesso.
 

Francesco Maraglino

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