Recensione: Against All Odds

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Il revival degli anni ’80, si sa, è quasi sempre cosa buona e giusta, ma in particolare negli ultimi anni pare sia sbocciato un nuovo amore per quel periodo, anche grazie ad alcune serie televisive di un certo successo; anche nel mondo musicale, e per estensione nell’orticello del nostro amato metallo, si assiste da un po’ di tempo a questa parte a un ritorno più o meno forzato alle sonorità e all’attitudine di quella magica età dell’oro, con gruppi relativamente giovani che per loro stessa ammissione suonano volutamente retrò. Ma veniamo a noi, ora: vi ho qui riuniti per parlare del nuovo album dei greci BanDemonic, nati nel 2009 e dediti a un heavy metal che più classico non si potrebbe sperare. A tre anni dall’interessante predecessore “Fires of Redemption” i nostri pubblicano questo “Against all Odds” mantenendo intatte tutte le loro caratteristiche, a cominciare dalla coloratissima copertina per finire con le classiche bordate di acciaio cromato di stampo eroico che piacciono tanto ai defenders (ma non solo). Eh, sì, perché se è vero che il lavoro di questi prodi ellenici si indirizza maggiormente al mercato degli affezionati a certe sonorità, è altrettanto vero che la loro proposta non avrà problemi, a mio avviso, a fare breccia nel cuore di una ben più ampia fetta di pubblico grazie a canzoni agili, cariche e drittissime, che arrivano al sodo senza perdersi in inutili giri di parole (o di note) ma che ciononostante risultano ben strutturate e tutt’altro che frettolose. La melodia svolge un ruolo importante nell’economia del gruppo, che comunque ha il grosso pregio di non renderla assoluta protagonista dell’album, caricando ogni traccia con un lavoro chitarristico azzeccatissimo e una sezione ritmica compatta e solida, dal retrogusto squisitamente demodé; anche una certa attitudine imperiosa, tendente alla ricerca di inni metallici di vecchio stampo, porta acqua al mulino dei nostri, aggiungendo la giusta dose di pathos al lavoro agile e dinamico dell’ensemble e consentendogli di sfumare il risultato finale allontanandosi dalla massa di meri martellatori sonori.

Il rovescio della medaglia è che un lavoro di questo tipo difficilmente farà saltare dalla sedia un ascoltatore anche solo leggermente smaliziato: in più di un’occasione, durante l’ascolto di questo “Against all Odds”, non sarà difficile notare gli immancabili rimandi a nomi più o meno famosi del metallo anni ottanta; l’originalità da queste parti è merce rara, ma i nostri sopperiscono a questa carenza puntando sulla passione e sul carisma istintivo dei vari brani senza farsi mancare, tra l’altro, qualche rapida zampata: ecco allora che alla classica opener arrembante, dura e pura si affiancano riff più quadrati e minacciosi e sfuriate aggressive ma non troppo, passando per i cori anthemici di “Ocean of Tears” e gli arpeggi epici di “Wings of the Night”, il tutto condito infine con assoli molto piacevoli e un’ottima resa vocale.

Ripeto: se siete alla ricerca di qualcosa di diverso dal solito state alla larga da questo album, qui di originalità non ne troverete, cionondimeno mi sento di consigliare a tutti gli altri quantomeno un ascolto dell’ultimo nato in casa BanDemonic. Certo, “Against All Odds” non cambierà la storia del metal, ma sono abbastanza sicuro che l'heavy metal della vecchia scuola, soprattutto se suonato in modo diretto e passionale come in questo caso, riesca ancora a risultare avvincente e potrebbe piacere a parecchi di voi.

 
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