Recensione: All I Want [EP]

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Leif Edling è uno di quelli che la sa lunga. Una carriera lunghissima e carica di soddisfazioni con i Candlemass, una serie di progetti paralleli, tra cui i Krux e gli Abstrakt Algebra. Progetti di qualità e personalità. In poche parole è uno che sa cosa vuole e sa come ottenerlo. Così, dopo aver detto di non voler più pubblicare dischi griffati Candlemass – in compenso, proprio i Candlemass, ci stanno regalando delle performance live devastanti – decide di dare vita ad un nuovo progetto chiamato Avatarium.

Poco più di un anno fa è uscito il disco di debutto e, quando ho visto le photo session, devo ammettere di aver storto un po' il naso immaginando che il buon Leif volesse cavalcare l'onda del revival anni Settanta. Seguire la via tracciata da band come i Blood Ceremony od i compianti The Devil's Blood. Invece, quando ho ascoltato il disco, sono rimasto praticamente incantato. Un lavoro di qualità eccelsa che riusciva a combinare - in modo estremamente personale e con una freschezza compositiva tale che altre band si possono solo sognare - i Black Sabbath con i Blue Oyster Cult, condendo il tutto con un pizzico di Jethro Tull e Rainbow. E così “Avatarium”, disco di debutto della nuova creatura dello storico bassista dei Candlemass, si impose come uno dei migliori lavori del 2013.

Per mantenere viva l'attenzione attorno al nome della band, gli Avatarium, a distanza di un anno, tornano sul mercato con un nuovo EP intitolato “All I Want”. Un'uscita mossa da passione o, come potrebbero pensare i più maligni, da leggi di mercato? Stando alla qualità che caratterizza “All I Want” possiamo tranquillamente propendere verso la prima alternativa. La nuova uscita presenta due tracce inedite, scritte da Edling e dal fido scudiero Marcus Jidell (ex Royal Hunt ed ex Evergrey), e tre tracce live registrate durante il Roadburn Festival in Olanda, la seconda data live degli Avatarium, la prima fuori dai confini svedesi.

L'EP si apre con la title track “All I Want” la cui idea, come riportato sul canale ufficiale della band, è nata dopo l'ascolto di alcuni vecchi vinili e la conseguente voglia di cimentarsi con quel genere di musica. E così la canzone presenta un'anima settantiana viva come non mai in cui i Blue Oyster Cult giocano un ruolo importante e, perlomeno per chi scrive queste righe, fanno capolino elementi che riportano alla mente i Coven. Con queste sonorità la bravissima Jennie-Ann Smith sembra poter dare il meglio di sé e regala una prestazione ispiratissima quanto coinvolgente. Nella title track troviamo inoltre la collaborazione di Michael Blair alle percussioni. La successiva “Deep Well” sembra esser una b-side di “Avatarium” che non avrebbe per nulla sfigurato se fosse stata inserita nell'album di debutto. Canzone in cui spiccano un ritornello di chiaro stampo rock settantiano e la parte finale al limite dello psychedelic rock. La produzione è curatissima, in linea con il full length targato 2013.

Tocca poi alle tre tracce live che mettono in mostra le ottime doti della band. D'altronde, con una formazione che può esser considerata una sorta di super gruppo, non potevamo aspettarci altro. Anche in questo caso la produzione è estremamente curata ed aiuta a trasmettere a pieno la carica emotiva che la band è in grado di creare dal vivo. La scelta delle canzoni non è casuale, a detta di chi scrive i tre capitoli più elevati di “Avatarium”.

Un'uscita estremamente interessante questo “All I Want” che potrebbe delineare un ulteriore apertura verso sonorità settantiane, donando maggiore espressività al sound della band. Un ottimo antipasto che, anziché placare l'appetito, lo stimola, facendo aumentare la “voglia” di Avatarium, nella speranza che un nuovo full length non tardi ad arrivare. La penna di Edling è calda e l'ispirazione sembra non mancare.

Marco Donè

 
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