Recensione: All your Sins [Dvd]

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Bobby Liebling, classe 1953, personaggio che definire iconico pare quasi riduttivo, nell’immaginario collettivo costituisce per molti la rappresentazione vivente del combo statunitense Pentagram, gruppo dedito alla creazione di sonorità oscure e rallentate sin dai primissimi anni Settanta. L’heavy metal si è sempre nutrito di eroi, di figure forti, catalizzanti, talvolta anche di slogan e il cantante del Pentacolo senza alcun dubbio ricade appieno in questa sorta di cliché. Per trovare un suo corrispettivo europeo si potrebbe forse scomodare Mr. Tony Speakman degli inglesi Hell – per fermarsi a un solo soggetto - altro artista vomitato dall’inferno dotato di serie di sguardo spiritato e carisma strabordante. Sia poi ben chiaro: gli eroi non sempre incarnano l’accezione positiva della definizione e il leader dei Pentagram l’ha ampiamente dimostrato all’interno del Dvd/documentario Last Days Here del 2012, ove i fantasmi legati alla droga apparivano sullo stesso piano della sua stessa persona, in qualità di attori principali di un dramma umano che pareva senza via d’uscita.

In attesa della realizzazione del successore di Last Rites del 2011, la Peaceville Records licenzia sul mercato All Your Sins – nome di certo non scelto a caso all’interno dell’universo Pentagram… - un doppio dvd capace di snocciolare oltre sette ore di musica da vivo da parte della band di Washington D.C.

Un’ubriacatura senza uguali nella storia dei doomster a stelle e strisce: sino ad ora l’unica loro testimonianza live ufficiale era rappresentata dal Dvd When the Screams Come, del 2011, che catturava lo show di nostri tenuto presso il Maryland Deathfest VIII.       

All Your Sins inanella nove-concerti-nove dal vivo passando da materiale risalente al 1983 fino ad arrivare al 2014. Si parte dalla prestazione al Silver Fox di Woodbridge (Virginia) del febbraio ’83 a nome Death Row per chiudere con il concerto del DNA Lounge di San Francisco del febbraio 2014, con il classico moniker Pentagram. Al di là della resa visiva, palesemente debitrice del tempo che fu, rappresenta pur sempre un tuffo al cuore poter assaporare la band nella propria killer line-up Bobby Liebling (voce), Victor Griffin (chitarra), Marty Swaney (basso) e Joe Hasselvander (batteria) mentre macina, fra le teatrali mosse dell’istrionico singer, una sequenza di pezzi che poi andranno a popolare i primi full length ufficiali della loro carriera. Cambio di passo a livello di qualità delle riprese (invero senza mai toccare chissà quali vette) concerto dopo concerto - con parziale eccezione per i primi - come tecnologicamente è ovvio che sia, anche se la magia della performance nel tempio del Punk di New York, il mitico CBGB’s, con Stuart Rose dietro i tamburi e Bobby, al solito, in modalità ultrasciamanica nonché accompagnato da un’acconciatura fottutamente retrò, rappresenta uno dei tanti manifesti indelebili di quegli anni, formidabili per tutto il movimento HM.     

Di sicuro interesse il packaging del prodotto, in formato digipack a tre ante apribili, adornato di numerose foto del gruppo, locandine d’antan, flyer, copertine di musicassette, pubblicità di concerti e una serie di note redatte dal chitarrista Victor Griffin. Il tutto all’insegna della facile fruizione, anche se non avrebbe di certo fatto difetto al prodotto finale un libretto con qualche annotazione in più, così come si poteva curare maggiormente l’aspetto cronologico del menu del primo Dvd, riportante dati errati. Peccato, inoltre, non riscontrare anche solo un minimo di contenuti speciali, oltre ai filmati afferenti i live show, così da poter definitivamente scongiurare le ombre di un’operazione fondamentalmente concepita a basso costo ma dal forte richiamo, seppur molto finemente imbellettata.   

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti

 

 

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