Recensione: Allure of the Fallen

inserito da

Dopo i Vampyre e i The Lurking Fear, arrivano anche gli Horrified, con il loro terzo album in carriera “Allure of the Fallen”, a corroborare la nascita di un certo indirizzo stilistico nuovo ma allo stesso tempo antico. Quello, cioè, di suonare death metal utilizzando alcuni dei principali dettami tipologici dell'heavy degli anni ottanta.

Death metal che, nel caso del combo inglese, è anche multiforme, prendendo continuamente spunto dal black, dal viking e dall'heavy, appunto. Non si tratta un'indecisione su che strada intraprendere, questa, bensì di un fatto voluto, di una miscela elaborata con cognizione di causa.

La musica degli Horrified trae molto spunto dal lavoro in coppia delle chitarre, assolutamente riguardevole per pulizia e precisione nonché per la presenza di splendidi soli ('Allure of the Fallen'). Un approccio certamente moderno alla questione ma che fonda le sue radici trentanni or sono.

L'acida roca voce del polistrumentista Dan Alderson è funge da legame fra le varie parti delle song, mantenendo quell'unitarietà di intenti che è il primo requisito che una band deve possedere.

Occorre inoltre evidenziare che il death metal classico così come universalmente s'intende è parecchio lontano, dalle corde di Alderson. La strana combinazione dei generi sopra menzionati regala song dall'impatto devastante ('Light's Dissolution'), molto veloci, sino a spingersi a oltrepassare la barriera dei blast-beats. Ma regala anche brani molto articolati, complessi, ricchi all'inverosimile di riff che, a volte, ne determinano un leggero sfilacciamento.

Piuttosto presente la melodia, però non quella del classico melodic death metal. Si tratta di armonizzazioni che non si ascoltano spesso, nel metal estremo, ma che trovano una casa ideale nel sound dei Nostri. E che ottengono il risultato di rendere più fruibili dei pezzi che, altrimenti – forse - , sarebbero troppo indigesti ('Light's Dissolution', con un chiaro richiamo agli Iron Maiden (sic!) nella fase finale).

Fattispecie, questa, che si rinviene con facilità in 'The Perceiver', traccia violentissima, cattiva, rabbiosa, dove tuttavia non manca mai il fine cesello delle chitarre. Impegnate sì a erigere la monumentale barriera di suono di cui gli Horrified sono capaci ma, anche e soprattutto, a elaborare gli intrecci melodici di cui s'è già accennato. La stessa 'The Perceiver' è inoltre un esempio di come, quando si rallenta, fa capolino il doom; quasi a suggello di un suono caleidoscopico, mutevole, cangiante ma in ogni caso ben saldo sul proprio marchio di fabbrica.

La presenza del flavour dei generi che “Allure of the Fallen” contiene nel suo interno non deve spaventare: Alderson dà la chiara sensazione avere tutta la situazione in mano, anche in brani ove appaiono elevati i toni drammatici ('Unanswered') di un death metal davvero strano e interessante, senza dubbio dotato di buona originalità, diverso dai soliti cliché tipologici.

Daniele “dani66” D’Adamo

 

 
75