Recensione: Angel Secret Masquerade

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E’ un elegante digipack quello che racchiude il terzo disco degli italiani Dark Horizon.
Dopo il primo album Son of Gods, convincente esempio di symphonic power metal e il fortunato Dark Light’s Shades, con il quale i nostri si avvalgono della collaborazione di Sasha Paeth, la longeva band piacentina (formatasi nel ’96) ritorna nuovamente in pista col nuovissimo Angel Secret Masquerade, pubblicato dalla sempre attiva Underground Symphony. Il disco in questione mostra un salto di qualità sorprendente da parte di una band che ha dovuto faticare molto e, con costanza e passione, negli anni è riuscita a creare un sound davvero maturo e personale. Se proprio vogliamo dare un punto di riferimento a chi legge, possiamo tranquillamente affermare che i Dark Horizon sono abili nel mixare con maestria i potenti riff dei Savatage con le melodie dei Masterplan, unite alle sperimentazioni hard rock del progetto Avantasia di Tobias Sammet.

Si parte dunque alla grande con Empty Mirror, offrendo immediatamente all’ascoltatore uno dei brani più accattivanti del disco, grandi melodie e ottimo riffing dal tiro micidiale, il tutto sorretto dal poderoso drumming di Luca Capelli. Segue It Takes a Miracle, song che subito proietta ai massimi livelli la bellissima voce di Roberto Quassolo: da notare gli ottimi inserti di organo, sapientemente dosati per tutta la durata del disco a vantaggio dell’ armonia generale che è il punto di forza di questo lavoro. Ma è solo l’inizio: infatti arriva il turno di Liar, song che si lascia apprezzare per le ottime linee di tastiera di Alessandro Battini, capace di miscelare energie e dinamiche hard rock di gran classe.
I quattro piacentini procedono a passo sicuro con Battle Rages On, forti di un sound potente, fresco e molto ben definito, merito di Mika Jussilla dei Finnvox Studios che ha svolto un lavoro egregio in fase di produzione. Giungiamo dunque al quinto pezzo My Life e, finora, nessuna caduta di tono: la song privilegia molto la melodia ed è apprezzabile l’uso intelligente che i Dark Horizon fanno del quartetto d’archi che risulta molto ben studiato in tutte le canzoni. E’ tempo di allentare per un attimo la presa con Silently The Nights Falls, una ballad dal sapore elettrico acustico, molto delicata ed evocativa grazie all’ormai indiscutibile performance vocale del versatile Quassolo e all’ottimo lavoro svolto dal chitarrista Daniele Mandelli, valido musicista che dimostra di saper essere a suo agio nei molteplici contesti in cui si cimenta la band (menzione speciale per il già citato quartetto d’archi che qui dona il meglio di sé).

Introdotta da un breve arrangiamento di piano, Where here The Angels Gone è caratterizzata da un riffing aggressivo e molto ispirato sul quale ben si destreggiano le linee vocali, sviluppando il tutto in un’atmosfera molto godibile. Il tempo stringe ed è arrivato il momento di picchiare duro con Away, brano dal ritmo sostenuto e arioso, che sfocia in un ritornello che si stampa subito in testa, nient’altro da dire, se non scuotere il capo ai ritmi trascinanti dei Dark Horizon.
The Angel of The Light e End of the Days poste a chiusura del disco, non fanno altro che confermare l’ottimo valore di questa band che rende Angel Secret Masquerade un autentico sigillo in grado di attestare lo stato di maturazione totale del gruppo che ha davvero poco da invidiare ai grandi del genere sia come qualità delle canzoni, sia a livello di produzione del disco e che, se ben supportata come ci si augura, potrebbe riservare molte sorprese per il futuro. In bocca al lupo ragazzi!

Domiziano Mendolia

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Tracklist:
1. Empty Mirror
2. It Takes a Miracle
3. Liar
4. Battle Rages On
5. My Life
6. Silently The Nights Falls
7. Where here The Angels Gone
8. Away
9. The Angel of The Light
10. End of the Days

Line-up:
Roberto Quassolo: voce
Daniele Mandell: Chitarre
Alessandro Battini: Tastiere
Luca Capelli: Batteria

 
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