Recensione: Ape Uprising!

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Riuscire a essere non omologati, nel mondo dell'HM, a tutti i livelli, risulta impresa ardua. I The Lord Weird Slough Feg da sempre, a loro modo, rappresentano una realtà anticonformista all'interno del panorama della musica dura. Giunti al sesto album con questo Ape Uprising! e modificando il Loro monicker nel più semplice e immediato Slough Feg dal 2005, il gruppo di Mike Scalzi finora ha colto nel segno, spiazzando di volta in volta critici e fan. Annunciato come l'album più pesante della carriera, quest'ultimo parto discografico sotto l'egida della Cruz Del Sur stupisce fin dalla copertina, originale e nello stesso tempo non di facile assimilazione.

La chitarra che apre The Hunchback of Notre Doom suona maligna come quella di tale Tony Iommi all'ultimo Gods Of Metal e ogni nota è un macigno. La voce penetrante e particolare di Mike fa il resto, per un brano che è più di un tributo ai neri maestri di Birmingham. Le tenebre vengono spezzate dalla corta Overborne, che riporta alle sonorità inglesi di Maideniana memoria. La title track in dieci minuti affronta a viso - e chitarre – aperte il concetto di Metallo Epico, fra cambi di tempo, melodie accattivanti e un songwriting di livello assoluto, capace di non annoiare. Simian Manifesto compie un salto di più di trent'anni all'indietro nello spettro del tempo: Progressive ma anche tanto Hard Rock in un pezzo dove il basso di Andreas Maestas detta legge dal primo all'ultimo secondo.

Classic Metal Ottantiano sapientemente contaminato in Shakedown At The Six, dove fra una galoppata e l'altra si insinua una punta di lisergico che non stona per niente e anzi convive alla grande, grazie alla magia compositiva degli Slough Feg. White Cousin suona adulta, trasversale, geniale pur rimanendo estremamente semplice e lineare, come se la lezione dei Seventies venisse sbalzata di botto negli anni Novanta, con successo. Per chi scrive l'highlight del disco. Ape Outro è ancora british heavy metal al 100% impreziosito da un solo mozzafiato e si chiude con Nasty Hero, debitrice nei confronti dell'Hard Rock di facile presa ma nell'occasione riletto in chiave adulta, con chitarre assassine e classe da vendere.     

Mike Scalzi, italoamericano dalle lontane origini calabresi, è un genio del Nostro tempo. La versatilità e l'autoironia fanno parte, da sempre, del Dna del Nostro. La sua voce unica, vissuta, unita a un pizzico di follia ha permesso agli Slough Feg di sopravvivere alle logiche del business fino a oggi. Se le scimmie riescono a battere l'uomo solamente in alcuni film fantasy e sulla copertina di Ape Uprising! è altrettanto vero che anche stavolta i quattro yankee hanno colpito nel segno. 


Stefano “Steven Rich” Ricetti


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Tracklist:
1. The Hunchback of Notre Doom
2. Overborne 
3. Ape Uprising 
4. Simian Manifesto 
5. Shakedown at The Six
6. White Cousin 
7. Ape Outro 
8. Nasty Hero

Line-up:
Mike Scalzi - Vocals, Guitar
Angelo Tringali - Guitar
Adrian Maestas - Bass
Harry Cantwell – Drums


 

 

 
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