Recensione: Architecture Of Lust

inserito da

Dopo il debut-album “No Waste Of Flesh”, che lasciava ottime speranze per gli allora sconosciuti Antropofagus, il gruppo genovese ha fatto perdere le proprie tracce per ben tredici anni. E dopo questo lungo periodo di letargo, in cui si pensava che la malvagia creatura fosse estinta, ecco che improvvisamente riemerge più violenta che mai e in veste completamente rinnovata. Il suo creatore Meatgrinder è riuscito a reclutare musicisti con spiccate qualità strumentali che si fondono in maniera eccellente per assaltarvi con una grandinata di metallo brutale che manderà il vostro quadro sensoriale in frantumi. E lo fa creando un concept-album basato sulla filmografia horror anni ‘80, come si può notare dall’artwork, che anticipa il contenuto dei suoi nove brani, dando vita al continuum impostato dalla band, di quelli killer che non lascia scampo e tantomeno scende a compromessi, tirando dritto al sistema nervoso centrale.

La chiave di volta è senz’altro il lavoro tra il riffing chitarristico – che, partendo da Morbid Angel, Death e Cannibal Corpse, arriva ai più moderni Decapitated e Decrepit Birth – e il taglio spaccaossa che scaturisce dall’asse Jacopo/“Brutal Dave” Billia, che rende l’ascolto fresco e mai scontato. Il drumming di Billia è probabilmente l’elemento che sorprende maggiormente: a dispetto dell’età, ci troviamo di fronte ad uno dei migliori e più preparati drummer in circolazione, e non solo muscoli e metronomo, ma inventiva, cambi di rotta improvvisi e una gran dose di buon gusto. Già in forza a Putridity e Septycal Gorge, le radici del Nostro sono ben ancorate, grazie anche all’oscuro, ma altrettanto fondamentale lavoro di Jacopo: sopra di esse si scatena l’apocalisse con i testi di Clive Barker ottimamente espressi dall’oltretomba della voce di Tya, un blend moderno tra David Vincent, Erik Rutan e Frank Mullen.

E tutto ciò appare chiaro già nell’opener “Architecture Of Lust”, che anticipa quelli che saranno gli elementi sviluppati nel prosieguo del disco, soprattutto nel riffing, che risulta meno ancorato ai canoni del passato. I suoi mid-tempo di passaggio e un finale in fader lanciano “Sanguinis Bestiæ Solium”, che spinge sull’acceleratore con un ottimo timing e un’apertura inaspettata che anticipa il solo melodico di chitarra esaltando la sezione finale. In “Demise Of The Carnal Principle” regna il riff’n’sweep di Meatgrinder, che strizza l’occhio agli Origin e lascia spazio a Mariano Somà dei Septycal Gorge alla voce. “The Lament Configuration” è una valanga di riff, stop’n’go e sezioni cadenzate, elementi tipici degli Antropofagus, mentre il contrasto delle aperture di “Exposition Of Deformities” rende il discorso variegato e imprevedibile. “Eternity To Devour” vede Billia sotto forma di piovra che detta i numerosi cambi di tempo, e il mid-tempo di “Sadistic Illusive Puritanism” è un inaspettato groove che ci lascia respirare prima dell’assalto finale. I riff cadenzati di “Blessing Upon My Redemption”, e i suoi incastri a velocità estreme, ne fanno il brano tritacarne (con tanto di omaggio a Meatgrinder, soprattutto per la composizione di tutto il disco) che anticipa la conclusiva “Det Helgerån Av Häxor (Outro)”. Il testo è liberamente ispirato al film horror muto “Haxan – The Witches Of Witchcraft Through The Ages” del regista danese Benjamin Christensen, datato 1922, e il brano è incentrato sul suono inteso come colore e su cupe atmosfere, che lasciano momenti di riflessione su quanto appena ascoltato... e solo il rintocco di una campana chiude il sipario su “Architecture Of Lust”.

Per quanto riguarda Hellraiser, Julia Cotton, Peloquin, i Cenobiti e il concept non vi resta che sfogliare il booklet e godervi appieno questo prepotente ritorno degli Antropofagus, da tenere accanto a “Sedition” degli Hour Of Penance, perché è sull’asse Genova-Roma che viaggiano le due migliori release del 2012 in ambito brutal.

Vittorio “VS” Sabelli
    

Discutine sul forum nel topic relativo!

Tracce:
1. Architecture Of Lust 4:05
2. Sanguinis Bestiæ Solium 3:37
3. Demise Of The Carnal Principle 3:08
4. The Lament Configuration 3:49
5. Exposition Of Deformities 3:41
6. Eternity To Devour 2:48
7. Sadistic Illusive Puritanism 3:50
8. Blessing Upon My Redemption 3:45
9. Det Helgerån Av Häxor (Outro) 5:36

Durata 35 min.

Formazione:
Tya – Voce
Meatgrinder – Chitarra
Jacopo – Basso
Davide “Brutal Dave” Billia – Batteria
 

 
87