Recensione: At Whores With Satan

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I Sofisticator nascono a Firenze nel 2009, ma è nel 2011 che definiscono la loro formazione in modo tale da potersi concentrare sulla produzione del loro primo album: ‘Camping the Vein’, lanciato sul mercato il 15 marzo 2012. Da lì si susseguono ulteriori avvicendamenti che portano il gruppo ad un po’ di instabilità che, però, non li fa demordere. Continuano così l’attività live in modo prolifico, facendo da spalla a gruppi importanti come Exodus, Hirax, Toxic, Hobbs’ Angel of Death e Venom.

Nel dicembre 2014 pubblicano il secondo lavoro: il più che valido 'Death By Zapping', un concept che prende con seria ironia quello che può essere il male della televisione.

Negli anni a seguire continuano ad aumentare la loro esperienza girando per l’Italia e per l’Europa, suonando con gruppi consolidati ed a avvenimenti importanti.

La formazione finalmente si stabilizza e con questa registrano il  terzo album, dal titolo 'At Whores With Satan', Thrash all’ennesima potenza.

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Per questo album i Sofisticator assimilano tutto il possibile dalle origini dell’estremismo metallico, ancora prima che si chiamasse Thrash, quando tutto era permeato da un’aurea sulfurea e maligna.

Nell’album troviamo la ferocia dei Possessed di ‘Seven Churches’, la malvagità buia e profonda degli Hellhammer e l’irriverenza selvaggia ma al contempo goliardica dei Venom, con momenti resi ancora più cupi grazie alle tastiere di Riccardo Iacono, nei Domine dal 1998.

Tutto mischiato alla voglia di divertirsi e di divertire, alla gran tecnica artistica degli elementi e ad una produzione che sa di passato, ma al contempo è moderna, aumentando ulteriormente la forza esplosiva del disco.

Per quanto titoli e testi possano far sembrare il lavoro superficiale (qui la recensione dovrebbe passare a Rocco Siffredi e ad Ilona Staller, ma non fanno parte dello staff di TrueMetal.it … per ora almeno), l’album è si ironico ma molto serio.

Soprattutto non la sta a raccontare: è un’unica tirata, senza fronzoli, sperimentazioni e pause, se non un arpeggio nella title track suonato a sei minuti dalla fine del lavoro.

Ferocia, violenza ed aggressività che si rincorrono superandosi a vicenda, senza mai fermarsi, ‘At Whores With Satan’ è un treno lanciato in corsa e deragliato dai binari, che travolge tutto quello che incontra. Insomma, è un degno successore dei gruppi sulfurei citati più sopra: vero e genuino Thrash Metal che però, oltre che a far sbattere la testa, fa venire anche voglia di ridere (e questo è un periodo di cui ne abbiamo bisogno un po’ tutti), con i titoli che ricordano brani famosi come, ad esempio, ‘Bonded by Blood’ degli Exodus che diventa ‘Bondage by Blood’, ‘Battle Hymns’ dei Manowar che diventa ‘Battle Hymen’ e la stessa Title track il cui titolo prende spunto da ‘At War With Satan’ dei Venom.

Unico neo è quello del genere in se e lo si riscontra in quasi tutti gli album di questo tipo: la troppa furia limita la variabilità del songwriting, con il risultato che i brani non hanno tantissima differenza tra loro e non c’è n’é uno che si eleva sugli altri dando maggiore identità al lavoro.

Comunque questo non lo fa risultare piatto o monotono, anzi, il disco scorre con ricca distribuzione di pugni in faccia e rasoiate alla gola.

Si parte con ‘Violent Prostitution (Of the Wickend)’, introduzione oscura e sinistra che presagisce l’arrivo di un essere malvagio.

Segue il primo vero brano: ‘Twisted Into Porn’, violento e diretto, diviso tra velocità e tempi medi, è un vero proiettile, con un assolo veloce ma al contempo melodico e con delle strofe lente e maledette sul volgere della fine.

Si continua ad essere travolti dall’uragano con  ‘Battle Hymen’, furia senza sosta, così come ‘Bondage by Blood’, pestata e violenta avvolta dall’oscurità delle tastiere.

Scrotomania’ rompe il muro del suono mentre ‘Love and Infection’ vira verso un più moderno Thrash n’ Roll, che poi subisce spasmodicamente un rallentamento dove la musica è accompagnata da delle vocine irriverenti quanto malvage.

Masturbating the Priest’ ha un buon pezzo di Twin Guitar al suo interno; ‘Cum Ass Uterus’ e sparata a raffica e ‘Vulvager’ ha momenti quasi allucinogeni.

Si arriva all’ultimo pezzo, ‘At Whore With Satan’, che si avvicina al quarto d’ora (ricalcando il pezzo dei Venom anche nel minutaggi, di quasi venti minuti). Potenza, velocità, cadenze, accelerazioni, momenti di cacofonia, c’è di tutto soprattutto c’è l’unico momento dove il treno sembra fermarsi: un arpeggio che accompagna una narrazione seguita da un assolo lento, ma è solo un attimo poi riprende la violenza demoniaca che permea tutto il disco e che conduce ad un finale musicale molto metal.

Il tutto suonato e cantato assai bene: una voce che potrebbe essere quella del diavolo stesso: cavernosa ma che si fa seguire, una parte ritmica devastante ed assoli molto enfatici. 

Insomma, un album ben studiato e frutto di un lavoro molto serio e calibrato anche nella scelta di essere ironico e goliardico. Altro passo in avanti per i Sofisticator. L’unica cosa: non sono ancora pronti per Xfactor.

 
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