Recensione: Auf Alten Wegen...

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Storia anomala quella dei tedeschi Graupel. Formatisi nel 1995, inizialmente solo come progetto parallelo di componenti di bands come Nagelfar e Desecration, giungono al loro debutto discografico solo adesso con questo “Auf Alten Wegen…” , escludendo qualche sporadica apparizione su delle cd compilation e il demo “Als Der Nebel” risalente ormai al 2001.  

L'evoluzione che ha investito la scena Black Metal in questi ultimi dieci anni però non sembra aver intaccato minimamente lo stile dei Graupel, fautori di un True Black Metal violento e grezzo, devoto in modo esplicito ai gruppi e agli anni d'oro di inizio/metà anni Novanta. Siamo dunque in territori tanto cari alla scena scandinava in genere, ma il gruppo in questione riesce comunque a distinguersi con uno stile tutto sommato personale, glaciale e a tratti maestoso, mostrandosi pure discretamente abile tecnicamente e compositivamente. Anche la produzione, ricca di riverbero e dai toni aspri, non fa altro che confermare la volontà del gruppo di voler rimanere ancorata alla più pura tradizione BM, come conferma anche il titolo dell'album stesso, che tradotto in italiano significa “Su Vecchie Strade”. Un modo di dire ambivalente, che funge da una parte come esortazione ad intendere il Black Metal in maniera tradizionale e coerente, e dall'altra vuole esprimere la volontà della band di seguire la cultura e le tradizioni della propria terra natia, qualsiasi essa sia, senza contaminare troppo la propria musica con stili di varie estrazioni geografiche.  

L'album in questione si presenta molto compatto e omogeneo, tirato e privo di troppi fronzoli, con composizioni taglienti e discretamente ispirate, tanto che è difficile individuarne di più o meno valide rispetto ad altre. Comunque sia, si possono scorgere alcune tracce che si elevano una spanna sopra le altre, come l'opener “Heimkehr”, aperta da un inquietante arpeggio che sfocia presto in uno spietato Black Metal d'assalto, la più cadenzata “Requies Filii”, che, nell'arco dei suoi dieci minuti circa di durata racchiude il lato più introspettivo ed emozionale del gruppo grazie ad un riffing malinconico e vagamente ipnotico. Molto buona anche “Von Der Gunst Zur Schelte”, glaciale e carica d'odio, che innesta su una base tipicamente Black Metal piccole dosi di Thrash Metal old-school, e una seconda parte funerea, malata e doomy. Da segnalare la buona prestazione del singer Zingultus e la solita belligerante sezione ritmica, veramente instancabile.   Il discorso musicale intrapreso dai Graupel potrebbe rivelarsi però un'arma a doppio taglio, vista la troppa omogeneità della proposta musicale o l'incapacità di tirare fuori una canzone davvero memorabile che avrebbe consentito loro di elevarsi sopra la media delle uscite del settore.  

Comunque sia, questo cd farà felici tutti i fans più nostalgici legati alla cara, vecchia “Fiamma Nera” imperante nella scorsa decade, grazie ad un'opera che fa della coerenza e dell'oltranzismo sonoro la sua arma vincente, senza dirottare minimamente lo sguardo oltre questi ben delineati confini e fregandosene altamente di termini come originalità, evoluzione o innovazione.  

Sergio "Oigres" Vinci  

Tracklist:  
01. Heimkehr
02. Saat zieht Zeit
03. Die Notglocke
04. Der alte Weg
05. Requies Filii
06. Soll und Sein
07. Von der Gunst zur Schelte
08. Glück der Söhne
09. Ein Sterbelied auf Metall
10. Blutend weiß  

 
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