Recensione: Beast Reborn

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Presentato da un artwork ottimamente realizzato e dal grande impatto visivo, il nuovo album Beast Reborn dei power metallers tedeschi Mob Rules giunge a due anni di distanza dall'ottimo “Tales From Beyond” e segna dunque il nono tassello, incastonato in un prestigioso mosaico discografico, iniziato nell'ormai lontano 1996, con l'uscita dell'EP “Savage Land Pt. 1”. Con questo lavoro i ragazzi danno ufficialmente il benvenuto al giovane chitarrista Sönke Janssen, arrivato a sostituire lo storico Mathias Mineur.

Stilisticamente la nuova opera del combo teutonico non si discosta dalle classiche coordinate del genere e affida l'apertura delle danze alla breve e strumentale titletrack che, dopo pochi istanti, cede il passo alla più diretta e massiccia “Ghost Of A Chance”, la quale rappresenta un riuscito connubio fra le tipiche sonorità power ed un sottile piglio più squisitamente heavy di matrice ottantiana. Il tutto, naturalmente, impreziosito da una produzione potente e cristallina, come da tradizione per le uscite della SPV.
Shores Ahead”, prosegue degnamente sulla scia del brano apripista, sfoderando un'ossatura compositiva solida e sempre in perfetto equilibrio fra melodia e potenza.
Ottima la prova vocale del solito Klaus Dirks, che sembra regnare incontrastato anche nella successiva e battagliera “Sinister Light”, sorretta anch'essa da una sezione ritmica impeccabile, la quale fa da maestoso sfondo alle belle trame melodiche intessute dalle due asce, sempre perfettamente amalgamate fra loro e mai invadenti.
Un velo di plumbea epicità caratterizza anche la seguente “Traveller In Time”, la quale torna a viaggiare su velocità maggiormente sostenute, sulla quale cui si staglia uno schema melodico curato ed orecchiabile, come dimostra l'evocativo chorus, ancora una volta interpretato da un Dirks sempre in ottima forma.
A “Traveller In Time” segue la diretta e risoluta “Children's Crusade”, affresco heavy/power rapido, melodico di piacevole ascolto.
Un clima più teatrale e guerresco torna poi, con grande efficacia, nella lunga e suggestiva “War of Currents”, la quale sembra quasi rievocare lo spirito dei Savatage di metà anni '90 (quelli di “Dead Winter Dead”).
Melodia e potenza si alternano poi ancora nella rasoiata di “The Explorer”, mentre torma a calare un velo di rabbiosa e malinconica teatralità nelle ganitiche note di “Revenant Of The Sea”.
Quasi al termine dell'opera, con l'energica “Way Back Home” e la quasi inaspettata dolcezza della bella “My Sobriety Mind (For Those Who Left)”, i nostri incastonano altri due episodi di ottimo valore, confermando la bontà di un album molto piacevole nel suo insieme e senza grossi cali di tensione.

Beast Reborn” dei teutonici Mob Rules è dunque l'ennesima prova muscolare heavy/power di una band determinata e professionale; peccato che, forse a causa di un sound troppo derivativo, negli oltre vent'anni di carriera i ragazzi non abbiano mai riscontrato la notorietà che questo gruppo avrebbe ampiamente meritato.


Francesco Sgrò

 
75