Recensione: Between Glory And Despair

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Poco più di tre anni di esistenza e un solo lavoro discografico. Questo. Gli olandesi Icons Of Brutality si presentano così, con la forza di un debut-album, “Between Glory And Despair”, il quale rende onore alle contaminazioni hardcore che, soprattutto in Inghilterra, hanno segnato il death metal con delle venature tipologicamente uniche.

Vengono subito in mente, quindi, gli eccessi degli Anaal Nathrak e dei Lock Up, veri maestri nel tirare all'impossibile le fila di un death comunque ortodosso, privo di elementi di particolare innovazione ma anzi fedelmente ancorato alla rassicurante vecchia scuola. Tanto è vero che, per rendere più grezzo e primordiale possibile lo stile, il combo di Hoogeveen non lesina abbondanti richiami al rock'n'roll nelle sue varianti cattive quali punk rock, hardcore – appunto – e quello che oggi si definisce come death'n'roll. Sì da far rimbalzare nella mente echi di Motörhead-iana e Bulldozer-iana memoria.

Quindi, se qualcuno pensava – visto la copertina – a una sorta di prosecuzione del progetto God Dethroned (“Under The Sign Of The Iron Cross”, 2010), la prova dei fatti dimostra al contrario l'esistenza di una formazione orientata in direzione delle terre d'Albione invece che calibrata sulle coordinate stilistiche mitteleuropee. Insomma, gli Icons Of Brutality rendono merito all'ottima e feconda scuola death dei Paesi Bassi ma con modi tutti loro, dando luogo a una proposta ricca di personalità e anche abbastanza originale pure se, come già accennato, non è qui che si devono cercare delle evoluzioni da una formula di partenza molto semplice e lineare.     

Per il resto Jimme e i suoi soci pestano davvero come dei dannati, raggiungendo dei limiti di velocità assolutamente estremi. La struttura compositiva non è certamente complessa per cui la spinta sull'acceleratore trova una risposta immediata da parte del motore: Bakvet, difatti, martoria le pelli aggredendole con dei furiosi blast-beats, dolorosi come i tanti terremotanti mid-tempo che costellano il disco. Knolle, al basso, non propone linee da technical death metal ma romba di continuo sostenendo il drumming per un risultato completamente devastante. Jenus e Appe formano, poi, una coppia di chitarristi ben affiatata. Le ritmiche, seppur essenziali nella loro costruzione, si rivelano efficaci nel legarsi alla sezione ritmica, contribuendo a quella sensazione di spiccato dinamismo che contraddistingue tutti i brani del platter. Non male i soli, ficcanti e dolorosi come uno stiletto passato sulla pelle; così come il ‘gargarismico' growling di Jimme, che non manca di alternare a un folle screaming da levare la carne alle ossa.

Pestare duro e basta non è, però, l'unico esercizio in cui si cimentino i Nostri: “Right Leg Solution”, per esempio, mostra nel break finale un lato oscuro che, a prima vista, può sfuggire. Un umore tetro anzi orrorifico che si trova di nuovo in “Unleashed By The Carnifex”, song-massacro che, tuttavia, trova il tempo di rallentare per sprofondare in oscuri sotterranei saturi di zolfo. A parere di chi scrive, forse, quest'attitudine nel saper creare atmosfere ossianiche si sarebbe dovuta approfondire, in modo da rompere un po' la tremenda energia che sostiene tutto il CD. Pezzi come l'opener “Just Let Them Burn” sono davvero dei manifesti sonori di una furia distruttrice che porta allo stordimento da iper-speed. Il *-'n'roll, che si suppone sia così amato dai cinque tulipani, trova infine più di una volta sfogo in canzoni comunque sconquassanti come la title-track “Icons Of Brutality” o “Battalion 666” (ove Jimme si cimenta in un furibondo inhale).  

Niente male, questi Icons Of Brutality: “Between Glory And Despair” può rappresentare l'inizio di una serie lunga e feconda, se essi riusciranno a inserire maggior profondità emotiva a un sound in ogni caso adulto e ben formato.  

Daniele “dani66” D'Adamo


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Tracce

01. Just Let Them Burn 2:14
02. Between Glory And Despair 3:42
03. Accompanied By Attrition 2:42
04. Icons Of Brutality 4:19
05. Built To Grind 3:02
06. Unleashed By The Carnifex 3:16
07. Right Leg Solution 3:35
08. Sacred Days Of Tyranny 3:37
09. Battalion 666 5:16

Durata 31 min.

Formazione

Jimme – Voce
Jeunis – Chitarra solista
Appe – Chitarra ritmica
Knolle – Basso
Bakvet – Batteria
 

 
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