Recensione: Beyond The Nightfall

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Originari del frusinate, i Metphysics nascono nel 2005 sull’onda dell’interesse mai sopito per le tonalità progressive anni settanta e, più in generale, per il prog metal divenuto genere trainante nel corso dei primi ’90.
Attivo sin da subito nella composizione di pezzi propri, il gruppo – composto dalla classica formazione a cinque elementi – ha affinato nel corso del tempo le proprie buone capacità tecnico esecutive per farsi trovare pronto all’appello del primo contratto importante in carriera, maturato grazie all’interesse dell’attiva e ramificata SG Records.
Composto nell’arco del 2011, il debut album “Beyond The Nightfall”, arriva così sulle scene nazionali nel corso dell’estate appena terminata, accompagnato - come sempre quando si tratta di un esordio - da un notevole carico di aspettative e buone speranze.

Cresciuto probabilmente alla scuola di Petrucci e Romeo (leggi, Dream Theater e Symphony X), il quintetto laziale denota sin di primo acchito un inconfondibile gusto per le melodie e le partiture d’atmosfera, alternate brillantemente a spunti chitarristici di assoluta solidità e veemenza. Un amalgama sonora che nel proprio incedere molto spesso indugia in momenti rarefatti, mostrando un’essenza piacevolmente prog nel tratteggiare panorami mai troppo soleggiati o aperti.
Drammatici, talvolta aggressivi, ma accompagnati sempre da un alone poetico ed ispirato, i Metaphysics tentano in più d’un occasione il colpo ad effetto, ricercando una complessa varietà di stati d’animo, pathos e clima (qualcuno li chiamerebbe “Changes Of Season”) che denota un gusto già evoluto e ben focalizzato sul genere prediletto.

Articolati, seppure discretamente di facile ascolto, i brani composti dai cinque artisti nostrani non sembrano, in effetti, ergersi quali esempi assoluti di massima originalità, pur riuscendo in numerosi frangenti, a rendersi piacevoli all’orecchio, forti di un’insospettabile scorrevolezza che ne consente un fluire piuttosto agile e composto.
Con un’attitudine paragonabile per ambientazioni e sottile malinconia di fondo agli ottimi e sottovalutati Enchant - gruppo prog rock dall’inusitata raffinatezza ed eleganza – il gruppo di Davide Gabriele e Davide Perruzza, evidenzia già sin d’ora un avanzato livello di maturazione, non tale tuttavia, da porre completamente al riparo il songwriting da qualche attimo un pelo anonimo e farraginoso, momenti in cui la narrazione incespica su di un connubio tra voce e melodia che pare appannarsi, smarrendo mordente e forza immaginifica.

Se da un lato quindi, appare davvero gradevole l’ascolto di brani quali l’iniziale “Fallin’”, “Just A Dream”, “Renaissance” e dell’eccellente minisuite finale composta da “Lifend” e “...Light” - pezzi superiori in virtù di un proflio strumentale d’alta classe - di contro la staticità percepita in episodi come “Follow Your Desires” e “Shadow Games” un po’ limita gli entusiasmi, lasciando intendere come l’esistenza di ottimi presupposti, vada ancora corroborata da ulteriori dosi d’esperienza ed affinata dal punto di vista meramente compositivo.

Detto di una produzione senz’altro valida, come ormai consuetudine per SG Records, non resta insomma che complimentarsi per il buon lavoro svolto dai cinque ragazzi di Frosinone, capaci di addentrarsi in un territorio periglioso e ricco di inside come quello del prog rock/metal, senza sfigurare per nulla. Migliorie e possibili perfezionamenti non potranno, infatti, che incrementare il già più che positivo giudizio riscosso con questo “Beyond The Nightfall”.

Autunnali, riflessivi, complessi e tecnicamente oltre la media, i Metaphysics, più di altri, ci ricordano proprio tanto i bravissimi Enchant...
Lo avevamo già detto?

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Tracklist:

01.    Fallin’
02.    Letter From A Dead Man
03.    Follow Your Desires
04.    Shadow Games
05.    Just A Dream?
06.    Searching For...
07.    When Everything Comes To An End
08.    Renaissance
09.    Lifend
10.    ...Light

Line Up:

Davide Gabriele - Voce
Davide Perruzza - Chitarra
Matteo Raggi - Basso
Marco Aiello - Batteria
Gabriel Shiro - Tastiere

Guests:

Andrea De Paoli (Labyrinth) - Tastiere
 

 
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