Recensione: Big City XX Anniversary

Di Stefano Ricetti - 15 Ottobre 2012 - 0:00
Big City XX Anniversary
Band: Elektradrive
Etichetta:
Genere:
Anno: 2012
Nazione:
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91

La band torinese è ormai divenuta un simbolo di quanto possa esser forte in Italia il movimento hard-rock; un gruppo che racchiude in sé la forza, l’energia che non è assolutamente prerogativa delle formazioni estere, dimostrando che anche sugli italici lidi possono nascere i nuovi Whitesnake se si posseggono le qualità, la preparazione, ma soprattutto il feeling e la vena compositiva che molti gruppi, ma non certamente tutti, operanti nei Paesi anglosassoni hanno, dando vita a lavori che segnano tutto il fenomeno musicale in questione. “Big City” è indubbiamente un lavoro di classe con il quale i cinque musicisti riescono a spaziare tra brani più funkeggianti (“Latin Lover”) alternati da situazioni ai confini con un certo rock nordico, sino a toccare l’apice in brani che sono dei veri e propri capolavori rivelando così gli Elektra autentici hit-makers.

Se l’oscuro intro aveva inizialmente deviato e spiazzato l’ascoltatore, la potenza dell’opener “Rockin’ On The Bad Side” (ai confini con sonorità à la D.L. Roth) indirizza il platter senza ombra alcuna verso suoni brillanti e fortemente carichi di quella tensione, positivamente considerata, che avvolge l’intero prodotto registrato in maniera altamente professionale e fortemente competitivo con tutto ciò che giornalmente viene immesso nel nostro circuito. “Escape From The Rock” è a dir poco ammaliante e travolgente con le sue melodie ed i suoi passaggi che precedono un ulteriore capolavoro rappresentato da una stupenda “The Riot Of The Young Guns” che lancia “Big City” verso le altissime posizioni del panorama rock internazionale, non tralasciando una gemma come “Stili Remember” dai toni angelici e con un sound freschissimo e dalle atmosfere avvolgenti come pochi sembrano oggi riuscire a costruire. Un acquisto vivamente consigliato a… TUTTI!


Questo quanto scriveva Salvatore Fazio sulle pagine della rivista H/M all’interno del numero 146 del maggio del 1993 in occasione dell’uscita di Big City degli Elektradrive. Poco più di vent’anni sono passati da allora e sembra che nulla sia cambiato: il terzo disco della discografia dei torinesi svetta ancora oggi più fulgido che mai nella sua nuova veste intitolata XX Anniversary, a contendersi la Palma d’Oro dell’intera discografia di Simone Falovo e Soci, sgomitando con il favoloso Due del 1989 e l’osannato Living 4 del 2009.

Oltre alle undici canzoni ufficiali completamente rimasterizzate, l’edizione speciale oggetto della recensione contiene due bonus track, Fly High (Hero) e Snake 92, finora edite solamente sulle compilation Nightpieces curate dalla Dracma Records.  

Nel 2006, sulle pagine del magazine Metal Maniac, cantavo le lodi di Big City più o meno in questi termini: è il miglior disco di Class Metal partorito da una band italiana su Cd. (…) costituisce la gemma della loro discografia, l’album della maturità artistica: dinamico, policromatico, arioso, potente, completo e soprattutto ben prodotto. Gli Elektradrive furono una delle poche band che riscosse a livello mondiale delle recensioni entusiastiche praticamente per tutte le loro realizzazioni e Big City non fece che confermarne le doti, facendoli definitivamente assurgere a livello di act internazionale, fatto che permise loro di cavarsi parecchie soddisfazioni. L’album in questione è molto variegato, pur restando sempre ben ancorato ai canoni AOR/Hard Rock: si passa dai fantastici cori di Rockin’ on the Bad Side e The Riot of the Young Guns all’Extreme oriented title track fino ad arrivare alla “vanhalenggiante” Hitman Boogie. Che fanno la differenza però sono indubbiamente le ballad contenute: Sill Remember e Lucille, ovvero i due pezzi che band come Aerosmith, Bon Jovi, Dokken, Journey e Def Leppard avrebbero da sempre voluto scrivere. Sugli scudi di questa coppia di episodi slow la stupenda voce di Elio Maugeri… e sfido chiunque ad accorgersi che si tratti di un cantante italiano! Gli Elektradrive con Big City hanno consegnato un album alla storia del Rock e sono entrati nella leggenda del metallo mondiale direttamente dalla porta principale (…).

 

Resta davvero poco da aggiungere dopo essersi ripassato per l’ennesima volta all’interno dei padiglioni auricolari la versione XX Anniversary: i pezzi suonano freschi, coinvolgenti, resistenti alla prova del tempo, patrimonio che poche band possono vantare. Le due bonus track, lungi dall’essere dei filler spudorati, dimostrano di incastrarsi senza particolari affanni all’interno del magico mosaico musicale costituito dalle undici trame primigenie. Fly High (Hero) poggia sul coro ripetuto all’infinito che riporta il titolo del pezzo, fra le ben riuscite armonizzazioni della tastiera di Eugenio Manassero e il distinguibilissimo tocco cromato degli altri ‘Drive, Snake 92 riporta agli Europe più intimisti forti però del tipico refrain da urlo di marca Sabauda.  

Elektradrive, Big City… il disco della metropoli immaginaria, pura magia, oggi come vent’anni fa, chapeau messieurs!        

 


Stefano “Steven Rich” Ricetti


 

Tracklist:
1) Rocking On The Bad Side
2) Big City
3) Still remember
4) Latin Lover
5) Fast as an arrow
6) Escape from The Rock
7) The riot of the young guns
8) Lucille
9) She will be hanging Over
10) Hear it on the radio
11) Hitman boogie
12) Fly high (Hero)
13) Snake 92

Line-up:
Elio Maugeri: Vocals
Simone Falovo: Guitars
Alex Jorio: Drums
Stefano Turolla: Bass
Eugenio Manassero: Keyboards
 

 

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