Recensione: Black'n'Roll

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Black'n'Roll è la seconda fatica dei polacchi Black River, band che annovera tra le sue fila due nomi piuttosto noti nell'ambiente black metal: Tomasz Wroblewski (Behemoth) al basso e Darek Brzozowski (Dimmu Borgir) alla batteria, i quali formano una sezione ritmica di tutto rispetto.
Riposte per l'occasione le croci rovesciate nell'armadio, i due si ricongiungono a Taff, Wtulich e Kempa per riformare quella che un tempo era la formazione dei Neolithic, disciolta band con all'attivo due album.
Ennesimo side-project di musicisti blasonati che hanno voglia di divertirsi, dunque? Per certi versi così sembrerebbe, ma per la bontà della proposta sarebbe rischioso scommetterci a cuor leggero. Diciamolo subito: la mistura di hard rock, heavy e stoner contenuta in Black'n'Roll funziona terribilmente bene, al punto da poter essere potenzialmente fruibile dal grande pubblico e nel contempo risultare adatta per un party alcolico di rockers della più rozza specie.

Capaci di mischiare l'orecchiabilità a tinte marce di Danzig con l'abrasività del sound a ritmi sostenuti dei Motörhead, i Black River confezionano un disco tutto muscoli, sudore e rock'n'roll, che odora di sincero divertimento sin dalla semplice e coinvolgente Barf Bag, opener di buon impatto ma che funge da antipasto leggero per i piatti ben più sostanziosi in arrivo. Di tutt'altro spessore, infatti, i contenuti di Black'n'Roll che seguono: dai pezzi veloci e furiosi quali la devastante Isabel e la furiosa Loaded Weapon, alle cadenzate Lucky In Hell e Breaking The Wall che coi loro riff corrosivi difficilmente possono lasciare indifferenti. Undici brani da ascoltare tutti d'un fiato, ognuno sensatamente lì dove dev'essere: niente filler, niente pezzi anonimi, niente pause; tanta energia, tanto groove, tante idee.
Impossibile non farsi travolgere dai due minuti della title track: uno schiaffo punk'n'roll che inizia, finisce e ti lascia con un sorriso compiaciuto stampato in volto.
Se ci fossero dubbi poi sul fatto che i Black River si divertano, ecco Jumping Queeny Flash, bizzarra (ma non troppo) cover che fonde il celeberrimo pezzo degli Stones (non è necessario dire quale, vero?) con God Save The Queen dei Sex Pistols (della quale è riproposto l'inizio). L'esperimento è a dir poco riuscito: il brano suona tanto catchy quanto marcio; in ogni caso irresistibile.
Morphine è il pezzo più orientato verso lo stoner, ottimamente condotto dalla voce caustica di Taff, con dei cori suggestivi e il basso di Wroblewski in evidenza come non mai. In precedenza Too Far Away aveva mostrato senza troppi veli, particolarmente durante il ritornello, come Danzig sia ben più che una vaga fonte di ispirazione per i polacchi, con le due chitarre a costituire una solida struttura portante.
Se Like A Bitch rimanda all'iniziale e già citata Barf Bag nel suo incedere, Young'n'Drunk rappresenta l'ennesimo cambio di rotta in un disco che non lesina sorprese: pur non essendo una vera e propria ballad, riesce a traghettare l'ascoltatore fuori dall'uragano rock che va terminando senza dargli l'ennesimo scossone.

Black'n'Roll risulta difficile da inquadrare, in quanto è proibitivo stabilire dove si collochi di preciso il sottile confine tra il genuino divertimento e la furbizia di mettere insieme una quarantina di minuti di musica che, seppur travolgente, non manca mai di essere catchy. Prima ancora ci sarebbe da capire se abbia davvero senso tentare di tracciare questo confine e se abbia sul serio importanza comprendere dove finisca una cosa e cominci l'altra. Meglio abbandonarsi, nel dubbio, al sound tutto muscoli, alcol e rock'n'roll dei polacchi, correndo il rischio di divertirsi davvero durante l'ascolto.
Cosa resta in definitiva alla fine di Black'n'Roll? Rimane la voglia di rimetterlo dall'inizio: scusate se è poco.

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Tracklist:
01. Barf Bag 03:46
02. Isabel 03:24
03. Lucky In Hell 04:46
04. Black'n'Roll 02:05
05. Breaking the Wall 03:48
06. Jumping Queeny Flash 03:25
07. Too Far Away 03:53
08. Loaded Weapon 03:40
09. Morphine 04:50
10. Like a Bitch 03:22
11. Young'n'Drunk 04:16
 
Line-up:
Maciek Taff: vocals
Piotr "Kay" Wtulich: guitar
Artur "Art" Kempa: guitar
Tomasz "Orion" Wroblewski: bass
Darek "Daray" Brzozowski: drums

 
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