Recensione: Bloodred Hell

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Qualcosa di nuovo sotto il sole? Direi proprio di no…

Questo è quello che ho pensato dei Facebraker visto che non aggiungono nulla di nuovo al panorama death metal mondiale anche se la loro incursione è tutt'altro che negativa. I quattro in questione provengono dalla Svezia e, senza smentire la loro origine, propongono un death old style con annessi e connessi. Nulla di più che musica nata e pensata per essere un pugno sullo stomaco perchè tutto quello che offrono è lì davanti agli occhi (o meglio alle orecchie) dell'ascoltatore che non deve fare altro che evitare di farsi tante domande.

Questo esordio discografico del combo guidato dell'ex singer degli Edge Of Sanity Robert Karllson (la seconda incarnazione post Dan Swano), è costituito da 11 capitoli grezzi, ruvidi e ringhiosi, scanditi da una sezione ritmica semplice e martellante e supportati da un growl pastoso. Anche le tematiche e l'artwork trasudano dedizione alla causa e vogliono dimostrare senza dubbi che l'inferno è arrivato ed è qui per restarci!!! Una volta riusciti a saltare a piedi pari il fatto che “Facebraker” non fa rima con “innovazione”, non si possono muovere particolari critiche a questo lavoro.

Dovendolo proprio fare, sottolineerei che, proprio alla luce della limitata dinamicità, alcuni pezzi sembrano un po' dispersivi e “stirati” su una lunghezza forse eccessiva che fa perdere di intensità. Se Bloodred Hell fosse uscito poco meno di dieci anni fa avrebbe rischiato di perdersi nel marasma di proposte similari, come sempre accade quando nasce un “trend” spremuto fino al midollo; invece, la pubblicazione nel 2004, potrebbe garantirgli maggiore visibilità per le sue caratteristiche dal sapore antico.

Tracklist:

1. The Demon
2. Cursed
3. Human Spoil
4. Command Of The Dark
5. Hater
6. Total Wasteland
7. Bloodred Hell
8. Crushed
9. Hell Is Coming Closer
10. Bringer Of Death
11. Bleed

 
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