Recensione: Bloodstained

Di Daniele D'Adamo - 18 Maggio 2011 - 0:00
Bloodstained
Band: Decimator
Etichetta:
Genere:
Anno: 2011
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
70

La scuola brasiliana continua imperterrita a sfornare band trita-timpani, dedite cioè al thrash inteso nell’accezione più violenta del termine (thrash… ‘ignorante’?). Sembrerebbe quasi che il ‘tradimento’ di Max Cavalera e compagni, tristemente fagocitati dal music business, abbia agito come stimolo irresistibile per dare alle centinaia di band ‘Sepultura-clone’ la forza di emergere e, per di più, di farlo con genuina personalità.  

Uno di questi esempi è rappresentato dai Decimator, quartetto (ovviamente…) di Porto Alegre nato nel 1999, autore di due autoproduzioni dimostrative (“Promo CD”, 2003; “Decimating Thrashterror”, 2004) e di due full length: “Killing Tendency”, 2007 e, appunto, il neonato “Bloodstained”.

«Trenta minuti senza pietà per nessuno». Così si potrebbe definire, in estrema sintesi, il platter vomitato dal combo sudamericano. Un invalicabile e gigantesco muro di suono in fiamme, costruito dai micidiali riff della coppia Paulo Hendler/Rodrigo Weiler, intrappola l’ascoltatore in un infernale pozzo ove, come se non bastasse, Patrícia Bressiani e Alceu Martins triturano tutto e tutti con la loro poderosa macchina ritmica. Una propulsione tanto semplice quanto efficace. Dannatamente, efficace. Così com’è consistente l’interpretazione vocale di Hendler: una timbrica che sicuramente non rimarrà negli annali del thrash ma che fa da ciliegina sulla torta a un sound veloce e furioso come pochi. La rabbia che i Decimator hanno in corpo deve esser tanta, se il risultato è marcato da così tanta aggressività; un sound grezzo, ruvido come da ‘primi-Sepultura’, tuttavia più consono agli standard attuali in materia di esecuzione e di produzione musicale. Il secondo richiamo al leggendario ensemble di Belo Horizonte, però, non deve ingannare: pur facendo parte, come tutti (o quasi), del medesimo istituto scolastico, i Nostri ci mettono del loro per non copiare i Maestri e per proporre, pertanto, un sound che, se non originale, si possa definire almeno personale. In questo, credo, l’obiettivo è stato raggiunto: mezz’ora è poca, ma i Decimator la riempiono così densamente che alla fine dell’opera si vibra ancora per la veemenza dei pezzi che via via si susseguono. Canzoni che in sede live, immagino senza sforzo, estrarranno litri di sudore dai corpi dei thrasher che, sicuramente, non si annoieranno per ciò.  

La filosofia musicale dei ragazzi del Rio Grande do Sul, certamente, non è incentrata su particolari sofismi. “Banner Of Terror”, l’opener, è lì apposta per dimostrarlo: una mazzata nello stomaco, semplice e diretta ma precisa e, soprattutto, fluida. “The Observer” conferma l’appena menzionata sensazione di scioltezza che pervade la costruzione sonora dei Decimator, bravi nell’eseguire le scale e quant’altro di musicale sì da essere, nel complesso, dotata di uno spiccato senso dinamico. Impossibile resistere alla malsana tentazione: alla fine, l’headbanging scatterà verso le alte velocità raggiunte dai BPM delle song di “Bloodstained”! E se non basterà la velocità, a fiaccare la resistenza dei vostri muscoli cervicali, ci penserà il micidiale mid-tempo (iniziale) di “Call To War”, a farlo. Insomma, qualunque sia il tipo di ritmo messo in pista, i Decimator riescono a renderlo… ‘iper-cinetico’. “Streams Of Blood” abbassa un po’ i tempi per far rifiatare chi ascolta, giusto perché – poi – “Genocide” e “Day Of Wrath” possano devastare tutto. Come da tradizione thrash, la forza dirompente del suono dell’insieme non comprende l’uso di blast-beats, basandosi invece sul gran lavoro delle chitarre sia per quanto riguarda il monolitico riffing reso in palm-muting e i laceranti soli sì da lacerare i timpani. Più, l’invisibile lavoro del basso che, invece, è di fondamentale importanza per legare il tutto nel contempo sia solidamente, sia elasticamente. “Insane Orders” e “Age Of Sacrifice” sono, infine, le due ultime dolorose sferzate che chiudono coerentemente (al resto) il CD.

“Bloodstained” è l’‘album perfetto’ per i thrasher intransigenti, per quelli che vogliono sondare le serrate sonorità della vecchia scuola e per quelli che vogliono divertirsi senza complicarsi la vita alla ricerca dell’originalità e della progressione musicale a tutti i costi.          
    
Daniele “dani66” D’Adamo

Discutine sul forum nel topic relativo!

Track-list:
1. Banner Of Terror 3:12        
2. The Observer 3:26         
3. Call To War 3:52         
4. Streams Of Blood 3:58         
5. Genocide 4:14         
6. Day Of Wrath 4:51         
7. Insane Orders 3:32         
8. Age Of Sacrifice 3:31             

All tracks 30 min. ca.

Line-up:
Paulo Hendler – Vocals, lead guitar
Rodrigo Weiler – Lead guitar
Patrícia Bressiani – Bass
Alceu Martins – Drums
 

Ultimi album di Decimator

Band: Decimator
Genere:
Anno: 2011
70