Recensione: Breath, Light and Hope

Di - 11 Maggio 2002 - 0:00
Breath, Light and Hope
Band: Windseeker
Etichetta:
Genere:
Anno: 2002
Nazione:
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85

Il gruppo che nasce nel 1999 per opera del cantante Mauro e del chitarrista Alessandro Di Clemente, ha avuto un inizio travagliato, fino a giungere alla stabilità con l’attuale line-up formata oltre a loro due dal secondo chitarrista Simone Lanna, dal basso di Alessandro Angelo e dalla batteria di Simone Fracassa.

“Breath, Light and Hope” mette in luce oltre ad un validissimo song-writing anche le ottime capacità dei singoli musicisti coinvolti. Si va dalla capacità del duo ritmico di inventare situazioni e tempi innovativi con velocità sorprendenti, alla tecnica delle due chitarre che sapientemente riescono a destreggiarsi bene in vorticosi soli oppure a distruggere tutto con riff compatti e graffianti. Veramente lodevole la prova del carismatico singer Mauro che trascina tutto il gruppo con la sua voce che sa essere pulita ed estremamente potente oppure molto più thrashy come nel secondo pezzo “Waiting for the light coming from the stars”. Suoi anche i testi che colpiscono per la ricercatezza e per la maturità.
Il gruppo in generale è legato alle sonorità più incontaminate del metal più classico e puro di gruppi come Helloween o Gamma Ray come sottolineano loro stessi nella loro biografia.

Il demo è composto da tre canzoni tutte molto diverse fra loro ed in grado di offrire molteplici spunti.
Si va dall’opener assolutamente distruttiva come ricorda lo stesso titolo “Destroyer”, introdotta dal suono di alcuni vetri in frantumi. Subito in luce le due chitarre di Simone ed Alessandro che che portano con compatezza all’entrata della calda voce di Mauro. Come detto già in precedenza questa canzone è particolarmente veloce e caratterizzata da cambi di tempo perfettamente studiati ed arrangiati che almeno nei primissimi ascolti sorprenderanno per la loro imprevedibilità. Una vera e propria pioggia di power metal di ottimo livello.
La seconda canzone “Waiting for the light coming from the stars”, è molto più complessa delle altre due e come già detto Mauro alterna le clean vocals a passaggi vocali molto più aggressivi. Con un inizio da power-ballad, si trasforma in una canzone dalle tinte molto cupe ed aggressive. Ottimi arrangiamenti che colpiscono per la complessità e per la ricercatezza.
La traccia conclusiva “Day by day”, inizia sempre con un fraseggio di chitarra molto pacato e trascinante, per trasformarsi in una up-tempo incalzante, per tornare poi con il sopraggiungere della voce su tempi più lenti. Ma le numerose ripartenze brucianti del gruppo sono il loro forte, ed anche in questa canzone non mancano le occasioni pr poterle apprezzare.

Un gruppo giovane ma che se saprà maturare con costanza potrà dire veramente parecchio. Un demo da ascoltare assolutamente per tutti gli amanti del genere.
Da come dicono loro stessi i nuovi pezzi saranno ulteriormente orientati verso le sonorità del thrash senza però perdere in ricercatezza e melodia……io ho già l’acquolina in bocca !!!

Francesco “madcap” Vitale

1. Destroyer
2. Waiting for the light coming from the stars
3. Day by Day

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