Recensione: Burn The Sun

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Quello che sto per recensire è secondo la mia opinione il miglior disco prodotto nel 2001, inciso dal miglior gruppo emergente (ormai non lo è già più) della scena. Dopo 10 anni di underground escono con due dischi in due anni che fanno davvero tremare la Terra. In breve mi sembrano il gruppo più significativo per quanto riguarda l'evoluzione del Metal negli ultimi anni. Qualcuno lo chiamerà prog, non fosse per le sonorità dannatamente power-thrash, ma per quanto mi riguarda le etichette lasciano il tempo che trovano. So solo che questi Ark mi fanno impazzire per la capacità di mescolare sezioni ritmiche forsennate a melodie d'atmosfera, il tutto nel segno dell'imprevedibilità e dell'originalità. Non solo mi sembra tecnicamente molto vario e di eccezionale livello, ma "Burn The Sun" è anche fortemente ispirato a livello di contenuti. Insomma non mi pare un esercizio di tecnica, anche se gli Ark potrebbero tranquillamente dare lezioni a tutti in questo campo.
Tra l'altro si possono raggiungere entrambi gli scopi con un lavoro del genere, e infatti niente nasconde il fatto che ci troviamo davanti a una voce (Jorn Lande) assolutamente straordinaria, capace di interpretare al meglio composizioni tanto complesse. Probabilmente gli Ark non hanno una sonorità che li contraddistingue in maniera inconfondibile (né lo stesso Lande ha una timbrica mai sentita prima), per questo forse non passeranno alla storia della musica, ma se fosse per me lo farebbero soltanto per questo prodotto di spessore incommensurabile...
La track che più mi ha colpito è sicuramente "Just A Little", in cui country rock, pop anni '90 e power neoclassico si fondono con una classe strepitosa... veramente da brividi, e ancora una volta la voce di Jorn condisce il tutto con un gusto mai convenzionale ma tale da non lasciare mai insoddisfatti... Anche per quanto riguarda le altre tracce la ricercatezza degli arrangiamenti, insieme alla capacità di rivisitare con disinvoltura tutto quanto è stato scritto a proposito di Metal e affini fanno di questo disco un ascolto imperdibile, godibilissimo anche quando volete semplicemente rilassarvi con un disco capace di appagare tutti i vostri sensi.
Come è ormai palese, il metallo che piace a me si sta indirizzando alla volta del crossover tra elementi classici, power, prog, death, thrash e chi più ne ha più ne metta, basta che sia suonato con classe e fornisca spunti evolutivi, o per lo meno mi trasmetta sensazioni abbastanza coinvolgenti... Beh, se un disco fa tutte e tre le cose (e Burn The Sun sicuramente lo fa) per me è un capolavoro.

Tracklist:

1. Heal the Waters - 6:38
2. Torn - 3:51
3. Burn the Sun - 4:35
4. Resurrection - 5:32
5. Absolute Zero - 5:06
6. Just a Little - 4:37
7. Waking Hour - 4:15
8. Noose - 5:03
9. Feed the Fire - 3:57
10. I Bleed - 4:03
11. Missing You - 9:04

 
90