Recensione: Celestial Lineage

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E dire che sembrava finita la loro avventura: un ultimo cd, un ultima tournee di concerti e poi i nostri sarebbero tornati per sempre nelle loro fattorie. Tutto questo poi non è accaduto e comunque, in tal caso, i Wolves in the Throne Room ci avrebbero lasciati nel migliore nei modi, ossia con il nuovo "Celestial Lineage", che ci riporta ai fasti del grandissimo "Two Hunters" uscito nel 2007.

La prima novità che ci salta subito all'occhio è l'allargamento della tracklist rispetto ai soliti 4 brani proposti nei precedenti full-length: in questo caso sono presenti sette canzoni, di cui 2 sono da considerarsi degli intermezzi. La seconda differenza riguarda l'atmosfera che pervade l'intero disco. Alcune dichiarazioni pre uscita l'avevano preventivato, la citazione dei Popol Vuh tra le influenze ha di sicuro influito sul songwriting: ora i nostri tendono ad esplorare altre cose oltre la terra, quali lo spazio che ci circonda.

"Thuja Magus Imperium" parte con rumori ambientali e subito sentiamo una voce soave e angelica,  -quella di Jessika Kenney (avete presente Cleansing?) -. Passano pochi attimi e la canzone si accende, caricandosi di intesità, grazie un riff che ha del memorabile e a una melodia malinconica e al contempo spettrale e maledetta. Il brano prosegue con una parte centrale strumentale e atmosferica, dove tornano tra noi i vocalizzi eterei femminili. L'atmosfera si fa spaziale, senza tempo, come se fossimo sospesi in un'altra dimensione. La coda ambient chiude il brano così come era iniziato.
Le onde e i cori di "Permanent Changes in Consciousness" ci introducono a "Subterranean Initiation",  che parte subito diretta e senza fronzoli: blast beat come se piovesse e urla lancinanti pronte a dilaniare, il tutto ricoperto dalle onnipresenti tastiere. Quello che ne scaturisce ha un che di doom/black metal sinfonico/avantgarde anni 90, che riporta alla mente gli Emperor e  i grandissimi Unholy. Il bello è che non è finita qui: nella parte centrale la canzone rallenta, i cori dell'intermezzo tornano tra noi, ricatapultandoci così nel cosmo.
Nuovo intermezzo e nuovo brano, "Woodland Cathedral". Un riff atmosferisco, il solito contorno dark/ambient a far da contorno e poi la voce di Jessika, vera protagonista del brano. L'intensità e il magnetismo che riesce a tirar fuori questa traccia sono impressionanti. Cambia la forma ma non la sostanza.
"Astral Blood"  e "Prayer of Transformation" chiudono il disco. La prima gode di un'introduzione selvaggia e esagitata, che poi rallenta nel mezzo per far riflettere e trasformarsi in un mantra black ambient. L'ennesimo outro ambientale ci trasporta al brano finale, "Prayer of Trasformation" aperta da un suono oscuro, il suono del vuoto. La canzone inizia a prender vita, il riff è cupo, dal sapore doom/black e il lacerante grido di Nathan sembra provenire dai meandri più oscuri dell'universo. Ciò rende l'atmosfera ancor più pressante. Sembra come se i già citati Popol Vuh fossero alle prese con i metal estremo. Il brano si chiude così come e iniziato, con quel suono, che dal nulla si tramuta in silenzio.
Il lavoro di artwork e layout, a cura di Aaron Turner, Faith Coloccia e Alison Scarpulla con temi naturalisti reinterpretati in chiave onirica, aggiunge un'ulteriore nota positiva a questo fantastico disco.


Con questo ultimo brano si chiude dunque il viaggio. Dopo il buono e interlocutorio "Black Cascade", i nostri hanno confezionato il loro nuovo capolavoro: il suono, le idee e le atmosfere hanno subito un notevole processo di evoluzione - "Woodland Cathedral" ne è un esempio –, che ha spinto i Wolves in the Throne Room molto oltre, specie rispetto a dove li avevamo lasciati. Vedremo verso quali comete o pianeti volgeranno la propria attenzione con il prossimo disco, il viaggio è appena iniziato.
Non possiamo quindi fare altre che consigliarvi di comprare, ascoltare e amare.

Matteo "mariottide666" Concu

Tracklist

1. Thuja Magus Imperium
2. Permanent Changes in Consciousness
3. Subterranean Initiation
4. Rainbow Illness
5. Woodland Cathedral
6. Astral Blood
7. Prayer of Trasmormation

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