Recensione: Chasing The Dream

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Con questo ottimo “Chasing The Dream“, anche i finlandesi Soulhealer giungono finalmente all’importante soglia del secondo Full Length, passaggio discografico che ha il naturale scopo di confermare quanto di buono proposto dal giovane combo finnico nell’album d’esordio, intitolato “The Kings Of Bullet Alley“, pubblicato nel corso del 2011.
Missione compiuta: anche in questa seconda release il gruppo si dimostra compatto e determinato, pronto a martellare le orecchie dell’ascoltatore a colpi di un Heavy/Power potente, melodico e soprattutto decisamente contaminato da forti richiami al sound tipicamente anni ’80 di vere icone del genere come Judas Priest, Iron Maiden e Crimson Glory.
Caratterizzato inoltre da una produzione ruvida e decisamente efficace, il disco si prepara ad esplodere in tutta la propria energia regalando momenti entusiasmanti.

A dimostrare gli intenti bellicosi del disco è la potente opener “Wicked Moon“, traccia in grado, fin dalle prime battute, di creare un vortice glaciale di potenza ben esplicata nei rocciosi ed eleganti riff delle due chitarre, intente a rincorrersi ed a creare duelli adrenalinici sui quali si stagliano le energiche melodie vocali del bravo Jori Karki.
Con la successiva “Don’t Look Back“, emerge perfettamente tutta la devozione del gruppo finlandese per l’Heavy Metal tipico degli anni ’80: un brano devastante che sembra proprio rievocare alla perfezione la grinta e lo spirito dei primi Iron Maiden, per un risultato finale davvero notevole..
La sensazione di ascoltare un buon album viene definitivamente confermata dalla cadenzata “The Deception“, canzone in cui questa volta è riscontrabile l’anima pulsante dei Crimson Glory. Il pezzo risulta caratterizzato da eccellenti momenti elettro acustici che trovano la propria sublimazione in un Guitar Solo acustico sognante e malinconico, perfetto nel conferire maggiore emotività, espressa per altro, sempre ottimamente dal bravo vocalist.

Echi Maideniani tornano prepotentemente anche nella veloce “Chasing A Dream“, traccia semplice e diretta che trova il proprio valore soprattutto nel perfetto refrain, orecchiabile e per questo, capace di imprimersi indelebilmente nella mente dell’ascoltatore, tenuto prigioniero nella stretta morsa di un album che non cessa di regalare ottimi momenti neanche con la riuscita “Done For Good“, traccia che sembra proprio ricordare il classico suono dei Judas Priest degli anni ’80.
Medesime virtù espresse anche nella furiosa “Ties Of Time“, dominata come sempre da un’ottima componente melodica, sorretta a sua volta da una sezione ritmica tagliente che, come una potente macchina da guerra, rappresenta la cornice perfetta all’opera. I buoni riscontri ottenuti sin qui, vengono mantenuti anche nella massiccia “Never Turn My Back On You”, abile ancora nell’alternare riusciti momenti elettro acustici, preludio di un refrain melodico e potente.
I nostri continuano poi a graffiare con la diretta ed orecchiabile “Finally Free“, passaggio che preannuncia l’imminente conclusione del lavoro nella rasoiata di “Into The Fire“ e nella lunga ed ispiratissima “Smoke And Mirrors“ (con molta probabilità il vero capolavoro dell’intero platter).

Promossi a pieni voti dunque i finlandesi Soulhealer, band che con questo secondo album sigla un episodio di Metallo gelido, elegante ed old style.
Perfetto insomma per tutti gli appassionati di Iron Maiden, Crimson Glory e Judas Priest!

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