Recensione: Checkmate [EP]

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Due dischi ed un EP in otto anni di carriera sono un buon ruolino di marcia per gli InAllSenses, band italiana sulla scena non per professione, ma per passione e dedizione alla scena. Risultato? Una buona qualità dei prodotti pubblicati. Con il mini disco "Checkmate" i casertani sono alla seconda release sotto l'egida della salernitana My Kingdom Music dopo "Hysterical Psychosis" del 2010.

I quattro brani contenuti in questo EP sono un mix di stili che variano dal gothenburg sound al thrash-groove, fino al metalcore. Ci sentirete dentro rimandi ad At The Gates, Exodus, Lamb of God, Extrema... per dirla in due parole: un mix moderno di sonorità in grado di proporre tanta melodia, quel briciolo di brutalità tipoco del thrash metal moderno, quanta attenzione all'esecuzione tecnica. Il tutto suona via liscio e pulito, scandito al metronomo. Gli InAllSenses sono in grado di accellerare, così come di interpretare il cambiamento di stile all'interno del brano. E se la cavano bene anche riguardo le sezioni soliste alla chitarra. Il cantato è estremamente versatile, in grado cioè di saltare energicamente dal clean melodico allo scream/growl aggressivo ed urlato.

Picco di qualità? Il brano 'New Automata' che riesce a garantire all'ascoltatore il giusto mix tra ferocia, esclusività (gli altri brani non apportano nulla di nuovo alla corrente) e melodia. La produzione è pulitissima e calibrata alla perfezione nei volumi. Non c'è molto altto da dire per un prodotto che non raggiunge nemmeno i diciotto minuti se non che, al momento, è auspicabile maggior focus sull''innovazione', sul cercar di dar vita a qualcosa di esclusivo, un po' come nel citato e brillante 'New Automata'. Il resto è ok, copertina compresa. Allora sì che ne ascolteremo delle belle.

Nicola Furlan

 

 
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