Recensione: Cherry Lips [Lp Version]

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A completare il trittico vinilico inaugurato con Labyrinth e Spitfire, la label Pharagon Records licenzia, sul finire dell’anno scorso, Cherry Lips, il primo disco delle ragazzine terribili di Verona, dedite ad un Hard Rock di stampo rolleggiante e che sino a oggi vantano due full length in bacheca: l’omonimo oggetto della recensione e il successivo Blow it Away del 2011, uscito un anno prima della chiusura a tempo indeterminato di baracca e burattini. Come per gli altri due trentatré giri anche quest’ultimo vede la luce in edizione limitata a soli trecento esemplari per i quali non è prevista alcuna ristampa futura. Rispetto all’uscita originaria in Cd del 2008 il disco nero - oltre a detenere in scaletta due pezzi in più - si accompagna a una copertina differente, che mostra le quattro rockettare in uno scatto tratto dalla medesima photo session primigenia ma che permette anche al lato sexy del gruppo di risaltare.    

L’esordio delle Cherry Lips non è certo album con la pretesa di cambiare la storia del Rock e dell’Hard Rock, beninteso cosa peraltro condivisa con migliaia di altre band e altrettante uscite. Le ritmiche messe su strada da Stefy (voce, chitarra), Elisa (chitarra), Serena (batteria) e Karima (basso) mantengono un buon livello adrenalinico lungo tutte le tracce rappresentate sul trentatré giri. Niente esibizioni di potenza fine a se stessa, nemmeno a livello di produzione, quella che viene ricercata dalle ‘Lips è la vera essenza del rock’n’roll senza particolari fronzoli che rifugge anche il trucchetto dei cori caricati oltremisura. Il primo accostamento che scatta nel momento in cui la puntina graffia il vinile e restituisce le note di Dead or Alive? (Are you) è con le cugine – ormai zie navigate, invero – inglesi Girlschool, sebbene queste ultime posseggano ancora oggi una carica heavy metal fuor dal comune per essere una all female band. E’ però altresì vero che gli accostamenti con il combo di Denise Dufort e Kim McAuliffe da parte delle Cherry Lips si fanno più marcati nei riguardi della produzione più rock’n’roll oriented delle britanniche – ascoltare The Race is on per referenze -.

Interessante quando le quattro veronesi si spingono un po’ più in là a livello di pesantezza: On my Own e Mean Hot and Nasty paiono fuoriuscite da un album dei magnifici L.A. Guns tanta è la carica stradaiola sprigionata da Stefania “Stefy” Parks e premiate socie. In chiusura, dopo una non eclatante cover di Girls Just Wanna Have Fun (by Cindy Lauper) è la volta dell’intrigante Narcissus, ove Stefy lambisce le tonalità agrodolci di un’altra metal queen di casa nostra: Morgana.

Cherry Lips: un ulteriore stuzzicante parto discografico da aggiungersi alla sterminata produzione tricolore alla quale manca solo, una volta di più, un pubblico nostrano numericamente significativo interessato a supportare il prodotto interno.

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti                   

 

Cherry Lips promo

 

 
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