Recensione: Cleave

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Andy Caims e suoi Thearpy? continuano, incuranti delle mode, a sfornare dischi di alternative metal dall’inizio degli anni Novanta in avanti e, tra alti e bassi, nella loro lunga carriera hanno dimostrato che la loro formula funziona anche nel 21simo secolo. Sebbene i picchi creativi e di pubblico del periodo Troublegum e Infernal Love siano un ricordo sbiadito, questo nuovo Cleave suona incredibilmente fresco e moderno, pur non cambiando di una virgola il loro sound basato su chitarre massicce alla Helmet, riff stoppati e melodie vincenti da cantare sotto la doccia.

Il disco si apre con la devastante ed assolutamente irresistibile Wreck it Like Beckett una fucilata in pieno volto tanto il riff è potente e contagioso nella sua melodia che fa così metà anni Novanta. Andy urla nel microfono come se fossimo nel 1994 e non nel 2019.  Fare un elenco dei brani che mi hanno colpito sarebbe un inutile esercizio di stile, ma sicuramente tra quelli che mi hanno lasciato di più il segno ci sono Kakistocracy con il suo incedere in mid tempo, che sotto palco sono certo causerà un pogo da girone dantesco e la seguente Callow che strizza l’occhio in maniera intelligente verso un punk melodico soprattutto nel ritornello accattivante.

La band nord irlandese negli anni ha inglobato elementi musicali apparentemente distanti tra loro, ma che sono amalgamati in maniera eccellente dai Therapy? in una ricetta che prende ingredienti sia da un certo metal anni ottanta che dal punk HC di scuola americana, come nella divertente Success? Success is Survival dove Caims ripete allo sfinimento il ritornello, non risultando però noioso. A differenza di altre band degli anni novanta i Therapy? risultano ancora credibili e veri nella loro proposta, che se da una parte può essere catalogata come vintage, dall’altra appare vitale e piena di energia. Insomma la terapia d’urto proposta da Andy e soci è ancora ciò che prescrive il medico.

Album consigliato non solo per chi soffre di nostalgia per l’ultima decade del secolo scorso, ma anche ai molti curiosi che magari non hanno ancora dato una chance alla band nord irlandese.

 

 
80