Recensione: Communicate The Storms

Di Daniele D'Adamo - 12 Settembre 2011 - 0:00
Communicate The Storms
Etichetta:
Genere:
Anno: 2011
Nazione:
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80

L’Era del melodic death metal sembra non aver mai fine…

Molti, invece, fra pubblico e addetti ai lavori, avevano – soprattutto in occasione del picco di notorietà avutosi nel 2006 con “Come Clarity” degli In Flames – pronosticato un’imminente fine del genere che dell’incrocio fra melodia e brutalità aveva fatto il suo cavallo di battaglia. Ciò, fondamentalmente, per via di un’endemica limitatezza delle sue possibilità stilistiche, intrappolate in un ambito oggettivamente ben definito: ritmi, accordi, voci e suoni erano quelli; e uscirne dalle rigide definizioni significava entrare in altri ambiti tipologici. La seconda generazione di band asservite al death melodico, segnata da ensemble quali per esempio i Threat Signal, gli Scar Symmetry, i Divinity e i Cipher System, ha al contrario dimostrato ancora una volta la validità di una legge fondamentale dell’Umanità che così può sintetizzarsi: ‘se c’è talento, nulla è scontato’.

Proprio i Cipher System, nati in Svezia nel 1996 con il moniker Eternal Grief, fanno vedere o meglio sentire, con il nuovo arrivato “Communicate The Storms” (secondo album in carriera dopo “Central Tunnel 8” del 2004), che si può scrivere buona musica con una mano rivolta al passato e una girata verso il futuro.
E, gran parte del merito di tutto questo, stridente contraddizione, è da imputarsi all’elettronica; la cui anima armonica è tanto lontana quanto vicina al concetto di ‘death metal’. Lontana, poiché nella sua forma primigenia il death è impatto sonoro quasi fisico, ottenuto aggredendo l’etere con la sola forza della strumentazione elettrica; vicina, giacché l’intrinseca potenza acustica delle tastiere d’oggi si coniuga mirabilmente con la fisicità più sopra menzionata.   
Quest’idea i sei di Tjörn devono averla ben chiara in testa: la contaminazione spinta con il mondo dell’elettronica, infatti, rende il loro stile forse non così originale, ma senz’altro ricco di personalità e di modernità. Senza, peraltro, che tale processo snaturi poi troppo il DNA ereditato degli Avi (Dark Tranquillity, At The Gates). Anzi, escluso le invasive (da leggersi in senso positivo) partiture delle keyboards di Peter Engström, le stentoree linee vocali di Carl Obbel, il fine guitarwork di Johan Eskilsson/Andreas Allenmark e la precisa sezione ritmica (Henric Carlsson, basso; Emil Frisk, batteria) si adagiano su un’area tutto sommato ancorata ai classici cliché del genere.         

Non è soltanto il sound, tuttavia, a risentire del taglio stilistico escogitato dal combo scandinavo. Anche il songwriting, difatti, è avvolto alla forte visionarietà che l’impronta elettronico-ambient riesce a lasciare sul terreno (“The Universe On Hold”). Non si è di fronte a un nuovo modo di comporre canzoni, ma a una regola un po’ diversa; nella quale si predilige, in poche parole, la dote degli intrecci melodici. Facendo sì che la potenza e la brutalità siano finalizzate al raggiungimento del miglior risultato ‘estetico’.
L’obiettivo, allora, appare centrato: “Communicate The Storms” scorre via con facilità e leggerezza, pur mantenendo integro un impatto sonoro certamente possente, anzi dirompente. La successione dei brani regala una buona uniformità qualitativa, non manifestando cali di tensione ma, invero, due picchi davvero ragguardevoli: “The Stairway” e “A Lesson Learned”, marcate da chorus clamorosamente accattivanti. Due episodi davvero… stellari!
Da segnare sul taccuino, inoltre, l’hit “Forget To Forgive”, la lisergica “Project Life Collapse” e la violenta “The Failure Starts”.

Che “Communicate The Storms” possa rappresentare la nuova frontiera del melodic death metal, è ancora presto affermarlo. Di sicuro, la strada intrapresa dai Cipher System ha molti bivi, nel suo cammino a venire. Uno di questi, senz’altro, è quello che porta al futuro del genere. Sta solo a loro imboccare quello giusto. Ci sono già molto vicini, però…  

Daniele “dani66” D’Adamo

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Track-list:
1. 7 Inch Cut 4:26     
2. Forget To Forgive 4:42
3. Communicate The Storms 4:45     
4. Gods Terminal 3:42     
5. End My Path 3:49     
6. Objection 4:53     
7. The Stairway 5:28     
8. A Lesson Learned 5:16     
9. Project Life Collapse 3:56     
10. The Failure Starts 5:32    
11. The Universe On Hold (Bonus Track) 1:30        

All tracks 47 min.

Line-up:
Carl Obbel – Vocals
Johan Eskilsson – Guitars
Andreas Allenmark – Guitars
Henric Carlsson – Bass
Emil Frisk – Drums
Peter Engström – Keyboards
 

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