Recensione: Consector (EP)

inserito da

La Puglia: sole, mare, pinete, dal Gargano sino al Salento.

No, è una menzogna.

Perché in tutto questo viavai di belle speranze vi è ancora, per nostra fortuna, gente che si focalizza sul lato oscuro dell'esistenza: gli Strige vengono da Foggia e non ci pensano minimamente ad elogiare le bellezze artistiche relative al prendere il sole comodamente distesi nei pressi del Gargano, preferendo cantiche di dolore ed angosce esistenziali sotto forma di un black metal sinfonico che non attinge troppo dai classici del genere, preferendo un approccio più personale e con meno richiami del solito per una band all'esordio (anche se spesso mi son venuti in mente gli ingiustamente sconosciuti Noctes e qualcosa alla lontana degli ultimi Emperor).

Il risultato è l'EP autoprodotto "Consector", in grado di consegnarci cinque pezzi ben congegnati e sufficientemente coinvolgenti anche per i non amanti del suddetto genere musicale: partendo con 'Puer Apuliae' si viene catapultati in un sound dal piglio decisamente cinematografico, amalgamato in una produzione discreta ma comunque all'altezza, che dona la giusta potenza a creazioni dal così potente spirito evocativo.

Il feeling orrorifico generato da questi brani ha dalla sua un feeling tutto italico, tipico degli horror tricolore di annata, ma ben implementato al cospetto di un mood comunque a suo modo moderno, ulteriormente enfatizzato dal cantato completamente in italiano che porta una ventata di novità in un genere troppo spesso poco votato a simili soluzioni. Tutto quanto detto finora, nell'insieme, crea una proposta di buon impatto che merita un'ulteriore enfatizzazione: tale EP è il vero e proprio debutto della formazione pugliese, composto e pubblicato dopo oltre 10 anni dalla fondazione del progetto. Oltre un decennio di sudore quindi, per pezzi che portano nel loro dna un vero e proprio arco esistenziale, arco ben avvertibile anche solo da un ascolto distratto del qui presente EP. La successiva 'Lesiones Redde (Vare)' è forse il brano che più di tutti enfatizza lo stile a suo modo eccentrico della band e che allo stesso tempo porta in luce le influenze Dimmu Borgir, senza per questo risultare eccessivamente derivativo: i rallentamenti del pezzo hanno comunque un tocco personale maggiormente deciso e, anche se forse un pelino di ambienza alle orchestrazioni non avrebbe guastato, tale scelta ben si amalgama alla produzione moderna e volutamente 'diretta' su cui la formazione pugliese ha optato per questo lavoro. 'Fovea 1943', terzo brano in scaletta, è forse il brano migliore del lotto, per ricerca ritmica e melodica, mentre 'De Aufidi Cruōre' nelle fasi meno furiose sposta leggermente le coordinate su lidi più vicini al death melodico di stampo svedese, ma rimanendo comunque saldamente ancorata allla matrice black sinfonica tipica dei Nostri. Il feeling italico dei foggiani viene completamente enfatizzato nella cover di 'Tenebre' dei Goblin, rigorosamente plasmata secondo la visione musicale di Robgore & co., ben eseguita anche se qui la mancanza di riverberazioni su alcuni suoni di tastiera stona e ruba molta atmosfera al pezzo, che sicuramente ne avrebbe guadagnato: il pezzo rimane comunque ottimamente reinterpretato ed eseguito, con in più dei suoni di organo perfettamente adatti al contesto.

In conclusione "Consector" è un ottimo segno di vita della scena musicale pugliese (come se ce ne fosse bisogno) oltre che un importante esempio di devozione artistica: non si tratta certo del disco che rivoluzionerà le sorti del nostro genere musicale e molte soluzioni musicali potrebbero essere indubbiamente migliori, ma la basi per una proposta interessante ci sono tutte e spero sinceramente di ascoltare un full lenght vero e proprio in futuro, dove gli Strige riusciranno finalmente a scrollarsi di dosso le influenze musicali qui ancora presenti (ma è normale, trattandosi di un esordio) per spiccare il volo da soli, come fieri demoni garganici.

 
65