Recensione: Crystal Empire

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Capitolo numero due per i teutonici Freedom Call capitanati dal singer Chris Bay e dal drummer Dan Zimmermann (Gamma Ray). Rispetto al loro debut-album, Stairway To Fairyland, le cose non sono cambiate molto, la line-up è rimasta immutata con Ersin al basso e Gerstner alle chitarre. Nel 2000 esce così questo Crystal Empire che si propone, con il suo Happy metal molto curato e melodico, di riscuotere almeno lo stesso successo del lavoro precedente. 

Dopo l'anonima intro The King Of The Crystal Empire si arriva a Freedom Call. Il brano si apre con un bel lavoro di chitarra, poi le note del piano introducono la voce di Chris Bay. Segue un bel riff che fa decollare definitivamente il ritmo della song dotata di melodie curatissime e di un chorus pomposo (imperversano le trombe) ben cantato dalle backing vocals. Chiude l'ottima opener un semplice, quanto azzeccato guitar solo di Gerstner. Con Rise Up il ritmo dettato dalla batteria di Dan diventa incessante (al limite dello speed): le strofe si seguono con velocità incredibile e sfociano in un baleno nel coro arioso e immediato. Riuscito il break centrale dove si riprende fiato per poi tornare alle sonorità iniziali. Farewell è un gioellino per immediatezza e per le atmosfere allegre e spensierate che riesce ad evocare: il nuovo Happy Metal è rappresentato dai Freedom Call. Le melodie sono curatissime, perfette, coinvolgenti già al primo ascolto, le strofe ben dettate dal riff di Ersin. Pharao invece è un pezzo di una semplicità incredibile che gira intorno ad un riff elementare perpetuo e ad un ritmo lentissimo. Le tastiere riescono ad evocare atmosfere maestose e il coro è davvero imponente. In Call of fame Dan torna ad accelerare, il basso si fà sentire e le melodie della chiatarra di Gestner (riff e assolo veloce) sono sempre accattivanti: immediatezza e ancora immediatezza. Arriva poi Heart Of The Rainbow,  il titolo potrebbe fare pensare ad un lento ma non è così. In questo brano abbastanza veloce spiccano il grande lavoro di backing vocals nel chorus e i due break centrali che rendono molto piacevole e meno scontata la traccia in questione. The Quest comincia con le dolci note di un piano che introducono la triste voce dell'ottimo Bay. Ma anche stavolta non si tratta di un lento ma di un bellissimo pezzo Heavy dove si sente alla grande il basso di Ersin e un riff pesante e cadenzato. Si alternano così questi sound così differenti dando vita alla canzone più completa e originale del disco piena di orchestrazioni, assoli e cambi di ritmo. Da ascoltare più e più volte. Ocean è una bella song introdotta dal leggero e melodico suono di violini accompagnato magistramente dalla chitarra e dalla batteria dell'inossidabile Zimmermann. Belle le strofe, molto riuscite e il chorus: un'esplosione di armonia, melodie semplicemente perfette! Palace Of Fantasy è una traccia abbastanza potente, dove imperversa un riff, ma il pezzo forte risiede nel cambio di ritmo davvero eccezionale dove Gestner si esibisce prima in un assolo veloce, bellissimo e accattivante, e poi in un bel lavoro di chitarra. Chiude il disco The Wanderer traccia abbastanza pomposa e scontata che non aggiunge nulla al disco.

Consiglio vivamente il concept a chiunque ami le melodie curate, le voci alte, la pulizia del sound, i cori accattivanti. Sconsigliatissimo a tutti gli altri che non sopportano le atmosfere felici, allegre, spensierate che caratterizzano questo Crystal Empire, dotato di una produzione davvero ineccepibile. Il pregio maggiore del lavoro è l'immediatezza dei brani ma il rischio maggiore, non da poco, è l'originalità. Alcune canzoni si assomigliano troppo tra di loro e questo album alla lunga può annoiare.

Tracklist:

    1.   The King of the Crystal Empire
    2.   Freedom Call
    3.   Rise Up
    4.   Farewell
    5.   Pharao
    6.   Call of Fame
    7.   Heart of the Rainbow
    8.   The Quest
    9.   Ocean
   10.   Palace of Fantasy
   11.   The Wanderer

 
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