Recensione: Crystal Phoenix [Reissue]

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La storia dei Crystal Phoenix: per molti anni il nome dei Crystal Phoenix è rimasto relegato all’underground più profondo della scena HM italiana. Il destino della band di Domodossola ha sempre orbitato intorno alla polistrumentista/compositrice Myriam Sagenwells Saglimbeni la quale ha coraggiosamente difeso e nutrito la sua creatura artistica per venticinque anni. Il gruppo nacque dallo split delle milanesi Reinless dove Myriam suonava al fianco di Fiorella Terenzi. Nel 1989 i Crystal Phoenix incisero una demo tape di quattro tracce che rappresentò il viatico verso il contratto discografico con la ligure Videostar. Dopo una serie di vicissitudini interne il progetto finalmente riuscì, nello stesso anno, a dare alla luce il suo primo full lenght omonimo, in formato lp, mc e forse addirittura in cd sebbene io non ne abbia mai vista una copia.

Dopo una serie di concerti a fine anni ottanta e inizio anni novanta dei Crystal Phoenix si persero le tracce fino al 2003 quando la formazione, completamente rivoluzionata, diede alle stampe il secondo disco “Twa Jřrg-J-Draak Saga (The Legend Of The Two Stonedragons)” sotto l’egida della genovese Black Widow e recensito su queste pagine. E’ importante sottolineare che la stessa etichetta aveva rilasciato la prima ristampa su cd e lp di “Crystal Phoenix” nel 1993. Questa pubblicazione rappresentò la prima uscita della Black Widow e in pochi mesi divenne quasi introvabile finché finalmente in questi giorni la label ligure ha deciso di ristampare nuovamente il disco in formato cd e lp con l’aggiunta della demo tape del 1989 e di una traccia risuonata dai Crystal Phoenix nel 2011.

La versione cd della ristampa 2012: la splendida copertina che ha contraddistinto il debutto omonimo dei Crystal Phoenix ci introduce al particolare mondo musicale di questa band unica. Il suono sprigionato dal dischetto ottico di questa nuova ristampa è semplicemente perfetto e supera nettamente sia quello dell’originale sia quello della prima ristampa del 1993 grazie a un nuovo passaggio di rimasterizzazione delle bobine originali.  Lo stile dei nostri viveva in bilico tra tradizione puramente metallica e forti contaminazioni epiche di stampo progressive in un calderone che ricordava band storiche come Warlord e Cirith Ungol al pari di formazioni come Jethro Tull e Rush.

Presero forma così composizioni dal forte appeal oscuro come la prima “Damned Warrior” che ricordava le atmosfere cupe dei primi Domine con il suo incedere crescente e maestoso e le chitarre di chiaro stampo americano. “474 Anno Domini” era una song più diretta dove le parti vocali della brava Myriam erano protagoniste al pari delle solite ottime chitarre avvolgenti e trascinanti. Meno potente ma decisamente più ambiziosa “Somewhere, Nowhere Battle” presentava alcune caratteristiche care al Doom epico di act quali Candlemass, qui il gruppo piemontese dimostrava grande capacità compositive veramente rare in quegli anni lontani. Non mancavano spunti folk in una canzone come “Loth-er Siniell”  dove i Crystal Phoenix parevano voler reinterpretare i dettami degli anni settanta in chiave moderna senza perdere di vista il proprio stile inconfondibile. In questo caso la sezione ritmica del gruppo diede la marcia in più a questa composizione unica e inimitabile. La lunga suite “Heaven To A Flore / Violet Cristal Phoenix” rivelava il lato più progressivo del gruppo.

Non si tratta di un brano di facile assimilazione ma credo che i fan dei Warlord e dei primi Manilla Road potrebbero trovare pane per i loro denti tra le ammalianti parti strumentali di questo episodio. Molto ambiziosa “Dark Shadow” venne disegnata seguendo la lezione dei migliori Rush soprattutto nelle parti delle chitarre e delle tastiere. La traccia è divisa in due capitoli: “The Dove And The Bat” e “The Last Flight” che esaltavano le doti vocali della brava front-girl Myriam pur non risultando di facile assimilazione. Alla ristampa del disco sono state aggiunte le tracce della demo tape del 1989. Le differenze principali rispetto alle versioni contenute nel debutto ufficiale erano la produzione meno curata e qualche piccola divergenza strumentale che sostanzialmente non modificavano il risultato finale dei pezzi.

Ai fan del gruppo viene infine offerta la versione risuonata nel 2011 della potente “474 Anno Domini” che appare oggi più live-oriented e trascinante. Il booklet del cd è davvero curato con i testi e molte foto della band risalenti agli anni ottanta, questo aggiunge valore alla caratura indiscutibile di questa ristampa. Si vocifera poi di un possibile terzo disco dei Crystal Phoenix che rappresenterà la conclusione della saga iniziata nel 1989 ma ancora non sembrano esserci segnali concreti dalla band piemontese.

La versione vinile della ristampa 2012: il disco è stato ristampato anche in una lussuosa versione lp dalla genovese Black Widow. La copertina ovviamente risalta maggiormente nel formato 33 giri rispetto al dischetto ottico, la track list del disco è la stessa del cd. Il disco si presenta in un solido gatefold con inserto a colori e alcune aggiunte grafiche curate dalla poliedrica Myriam. L’edizione è molto limitata quindi ai cultori del genere consiglio di non perdere tempo prima che questo oggetto, come le precedenti ristampe, divenga molto costoso e scarsamente reperibile.

La misteriosa ristampa Coreana: in chiusura a questa recensione mi pare doveroso menzionare lo strano caso, credo unico nella storia dell’HM italiano, della fantomatica ristampa su cd del debut album dei Crystal Phoenix per il mercato asiatico. A fine anni novanta incominciò a diffondersi un cd di provenienza Coreana edito dalla Si-Wan Records. La copertina era differente da quella originale e presentava un angelo infuocato che spiccava il volo. Il logo della band era riportato con caratteri fiammeggianti, ma il booklet era molto scarno e avaro di informazioni. Non c’erano per altro tracce diverse da quelle del disco originario e dalla prima ristampa della Black Widow. Un vero mistero discografico.  

 

Alessandro Cardinale

 

 

Tracklist:
1. Damned Warrior 02:40     
2. 474 Anno Domini 05:06     
3. Somewhere, Nowhere Battle 04:37     
4. Loth-er Siniell 05:01     
5. Heaven To A Flower (Part 1);
    Violet Cristal Phoenix (Part 2) 06:42     
6. Dark Shadow:
    1) The Dove And The Bat;
    2) The Last Flight 07:13     

Bonus Tracks:

7.  Damned Warrior (Demo Tape 1989)
8.  Heaven To A Flower (Demo Tape 1989)
9.  The Dove And The Bat (instrumental Demo Tape 1989)
10. 474 Anno Domini (2011 Version)

Line-up 1989:

Myriam Sagenwells Saglimbeni - Vocals, Guitars, Bass, Harp
Silvio Tomà - Guitars
Patrizio Prametti - Guitars
Roberto Mazza - Drums

Line-up 2012:

Myriam Sagenwells Saglimbeni - Vocals, Guitars, Bass, Harp
Raymond (Remo) Sgrò - Piano, Keyboards, Flute, Bass  
Andrea (Andrew) Amico - Drums




 

 
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