Recensione: Cursed and Coronated

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Per chi non li conoscesse, i Protector sono una delle più importanti thrash metal band tedesche di tutti i tempi. Con il solo limite di non esser mai riuscita ad uscire sul mercato in tempo per salire sul carrozzone del professionismo nonché di andare oltre un certo standard qualitativo rappresentato, al tempo, da band come Tankard, Sodom, Destruction e Kreator, la band si farà ricordare nei tempi per la pubblicazione del capolavoro targato 1991, "A Shedding of Skin".
Prima e dopo questa tappa, il quartetto sassone non ha mai colpito per idee e songwriting, eccezion fatta per quel favoloso riffing serrato spruzzato di melodia che li contraddistingue da sempre dalla massa.
Dopo una lunga pausa determinata dallo split di inizio anni Novanta, ricompare sul mercato qualche anno fa.
"Cursed and Coronated" è il secondo disco della nuova 'era', ma poco aggiunge a quanto ascoltato nel precedente (e tanto atteso dai puristi...) "Reanimated Homunculus", uscito nel 2013. Un passo in avanti è stato fatto, questo va riconosciuto. Manca sempre l'amalgama che si richiede, anche in questo genere, a gruppi con così tanta esperienza alle spalle, ma la coerenza va riconosciuta. Tale mancanza toglie però compattezza ad un lavoro che, ad ogni modo, si farà molto apprezzare dagli integralisti del caro e vecchio teutonic thrash metal.
Il disco suona quindi veloce, scorre tutto d'un fiato; rispettando i dettami estremi della scuola centroeuropa, scandisce l'headbanging ad alto livello di 'bpm' per la maggior parte dei brani e non stanca, sebbene tocchi i cinquanta minuti di durata complessiva. Poche le soluzioni compositive degne di nota, ma il songwriting, stavolta, rispetto al precedente, è più curato, con accenni ad armonie che nella complessiva oscurità che adombra "Cursed and Coronated", garantisce quel flavour agrodolce in grado di valorizzare la release. E questo per quanto riguarda i pezzi inediti. Il disco infatti è anche corredato da pezzi riregistrati e tracce live, ad integrazione di quella che, forse, è stata una non trascurabile carenza di idee (o di tempo).
Difficile anche chiedere di più ad una band che comincia ad avere qualche numero importante sulla carta di identità. Resta solo il rammarico di non aver realizzato un disco di soli inediti in quanto il materiale nuovo proposto vale!
Le scelte produttive sono state azzeccate. Difficile pensare il contrario dato che i brani sono stati registrati presso i leggendari Sunlight Studio, luogo in cui è di fatto nato lo swedish death metal... e di musica estrema ne capiscono qualcosa!
Concludendo, "Cursed and Coronated" non sfigura nel panorama dell'attuale rinata scena thrash metal internazionale. Ha solo la grande pecca di non essere né carne, né pesce ovvero essere un po' revival, un po' live album, un po' inedito.
Sufficiente e degno di rispetto.

Nicola Furlan

 
60