Recensione: Danger Zone

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Double Eclipse, l’esordio degli Hardline, uscito nell'anno domini 1992, era un album che mostrava i fratelli Gioeli (Johnny in qualità di vocalist e Joey nel ruolo di axeman) affiancati dal grande "journeyman" Neal Schon e da Deen Castronovo, e, pur non riuscendo a svettare come avrebbe meritato nelle charts dell'epoca (era oramai già l'epoca del grunge, e dunque l'hard rock melodico ed il class metal erano per lo più snobbati dalla critica e non più portati in trionfo dal pubblico) negli anni è stato riconosciuto come una delle gemme più risplendenti di tale genere musicale.

La band, comunque, cessò i lavori subito dopo l’uscita del debut album, e si dovette attendere il 2002 per veder venire alla luce il seguito di Double Eclipse, intitolato semplicemente II, con Josh Ramos dei The Storm nel ruolo che era stato di Schon, seguito poi da un live.
Tre anni fa  Leaving The End Open ha fatto brillare ancora la fiamma del glorioso monicker, ed ecco che il marchio Hardline ritorna ancora una volta oggi a campeggiare su un full-length fresco di stampa.
Possiamo dire che, in effetti, Hardline rappresenta ormai una sorta di brand - invero prestigioso - con il quale sono marchiati i lavori del cantante Johnny Gioeli, unico sopravvissuto della line - up degli esordi.
Intsieme a Gioeli non c'è più Josh Ramos, ma viene comunque costruita una band di tutto rispetto, a partire dall'iperattivo songwriter, produttore e tastierista italiano Alessandro Del Vecchio, per arrivare a Francesco Iovino (UDO) alla batteria, Anna Portalupi (Mitch Malloy) al basso e Thorsten Koehne (Code of Perfection, Eden's Curse) alla chitarra.
Il risultato finale è un prodotto che, seppur non paragonabile all'inarrivabile masterpiece degli esordi, offre un pugno di canzoni dal songwriting raffinato e dagli arrangiamenti efficaci e grintosi, (sebbene in un ambito canonico) che valorizzano al meglio la voce inconfondibile di Gioeli.

Le tracce dalle connotazioni hard la fanno ovviamente da padrone, e presentano un amalgama insieme energico e ricercato,  nel quale  i riff di chitarre, penetranti come staffilate, ed i raffinati ceselli di tastiere concorrono ad un prodotto di alta classe.  

“I Don't Want To Breakaway“, ad esempio, vede le sferzanti scudisciate hard rock dell’ascia Thorsten Koehne  incorniciare una song efficace ed accattivante. “Fever Dreams“, poi, vede le solite frustate chitarristiche stagliarsi su di un’atmosferica intro di piano e tastiere, biglietto da vista per un  massiccio rock melodico diviso tra  momenti rallentati ed un chorus epico dalle influenze Journey.
“What I'd Like“, ancora, è un brano collocato sulla stessa scia, aperto, armonioso e  con un chorus imponente,  nel quale le  tastiere di Del Vecchio e le sei corde di Koehne danno il meglio di sé.
Tra i brani migliori dell’album si colloca pure “Never Too Late For Love“, un midtempo risoluto influenzato da Journey e Foreigner, ancora una volta decorato da una chitarra in bella evidenza e da tastiere sempre lì a lavorare di cesello.

Una menzione d’onore va anche a “Show Me Your Love“, che si staglia in un ambito class metal di pregevole grana, e nella quale si evidenzia l'esemplare performance del basso di Anna Portalupi e della batteria di Francesco Iovino.
Ascoltando “Stronger Than Me“ ci trasferiamo, altresì, su un fronte indiscutibilmente più morbido, e qui, infatti, armonie e melodie ariose si donano ad una ballata midtempo squisita, che valorizza in pieno la voce del vocalist. Ed ancora nel settore più vellutato dell’opera più recente degli Hardline andiamo a classificare “Please Have Faith In Me“, elegante slow, che però si palesa come non privo di grinta, valorizzato da arrangiamenti orchestrali e da un continuo scambio di finezze strumentali tra chitarra e tastiere.
“Look At You Now“ e “Stay“ vedono ancora le  tastiere sognanti e la chitarra elegante vezzeggiare l’ascoltatore con due accattivanti e stilosi brani soft rock.

Qualche altro brano, dalla connotazione hard e uptempo, pur se marchiato da qualità e piacevolezza indiscutibili, si scoprono come un filo troppo ortodossi e privi di sorprese, abbassando di poco la media di “Danger Zone“ ma non inficiando, comunque, il valore complessivo del full-length.
Intatta dunque, anche e la nostra gioia nel vedere il marchio Hardline e la voce di Johnny Gioeli ancora una volta alive & kicking, nonché circondata e valorizzata da strumentisti ed arrangiamenti di assoluto pregio e classe maiuscola.

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Line Up:

Johnny Gioeli – voce
Alessandro Del Vecchio – tastiere e cori
Thorsten Koehne - chitarre
Anna Portalupi - basso
Francesco Jovino - batteria

Tracklist:

01.    Fever Dreams;
02.    10.000 Reasons;
03.    Danger Zone;
04.    What I'd Like;
05.    Stronger Than Me;
06.    Never Too Late For Love;
07.    Stay;
08.    I Don't Want To Breakaway;
09.    Look At You Now;
10.    Please Have Faith In Me;
11.    Show Me Your Love;
12.    The Only One

 
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