Recensione: Dark Matter Energy Noir

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Suggestivo ed intrigante, l’esordio dei greci Mencea è senza dubbio una lieta sorpresa per tutti gli amanti del versante più evoluto ed audace del genere estremo.
Un approccio dal taglio fortemente modernista, scenari alieni e futuribili ed un’impostazione dall’evidente sapore contemporaneo sono, infatti, la cornice di un lavoro d’avanguardia che affonda la propria essenza negli stilemi cari al death metal meno ortodosso, facendosi notare per una accentuata espressività ed un notevole fascino.

Aiutati da una produzione di grande qualità, merito di una coppia di navigatissimi professionisti come Daniel Bergsrandt (Messhuggah, SYL, Soilwork) e George Marino (Metallica, Iron Maiden), i cinque ragazzi di Atene mettono sul piatto un nucleo di brani capace di miscelare mirabilmente spunti armonici di gusto ed atmosfera, con sgommate all’insegna del death aggressivo e tetragono di matrice scandinava, andando ad uniformarsi - nello stile e nel modo d’interpretazione - ai dettami impartiti da alcuni dei più eminenti e rappresentativi esponenti del settore.
Le chitarre aritmiche perennemente ribassate e le pulsanti bordate di batteria, portano in qualche sussulto alla memoria i monolitici Meshuggah, maestri di un certo modo di far musica spigoloso e cerebrale. Qui tuttavia, l’ermetismo parossistico e la matematica ossessività, vengono mitigati da cospicui inserti melodici e tastieristici, ottimi per garantire alle composizioni un respiro più ampio ed un profilo maggiormente scorrevole.
Per nulla fuorviante e meglio azzeccato in tal senso, può risultare quindi il paragone con Textures e Gojira, senza dimenticare tuttavia, l’imprinting fornito da chi, ancora prima nel tempo, era intento a modellare soluzioni musicali di tale natura, primi Fear Factory e Strapping Young Lad su tutti.

La conseguenza, è un distillato di suoni ed ambientazioni che, pur pagando dazio ad un’originalità non ben marcata, convince ed ingenera ottimi apprezzamenti, favoriti da una scaletta avara nel minutaggio ma piuttosto multiforme e densa di motivi d'interesse.

La coppia iniziale “The Passing” / “Ardad”, mostra sin da subito quali siano le peculiarità della proposta del quintetto ellenico. Le andature sono sostenute, ma il movimento si mantiene, pur se sottotraccia, sempre affine ad un certo stile “melodico”, pronto a manifestarsi con immediatezza in passaggi ad effetto fondati sul dualismo chitarra – tastiera. Un trend che si conserverà intatto lungo l’intero percorso tracciato dagli otto brani offerti, dichiarato a chiare lettere in episodi come “Deep In The Under”, “Curse The Damned” (belli gli estemporanei spunti alla Strapping Young Lad) e nella conclusiva ed imponente “When Strife And Greed Collide”, o più soffuso, come udibile nella doppietta di centro “The Holy Cast” e “Eminence”, frammenti che, senza tradire una natura sfaccettata e poliedrica, sembrano riporre maggiore confidenza in un approccio più vicino al death metal tradizionale.
Il gruppo nel complesso si muove bene, destreggiandosi con piglio da veterano in un territorio rischioso ed arduo come quello prescelto, portando inoltre all’evidenza, il grande spessore dei chitarristi Stamos Koliousis e Vangelis Labrakis (quest’ultimo alle prese anche con le keys), anima e forza della band in virtù di un riffing vario e corposo, memore di mille ed una influenze.

Un debutto di pregio e qualità dunque per i Mencea, giovane gruppo ellenico che va ad inserirsi prepotentemente in un filone in crescita.
“Dak Matter Energy Noir” non è miracolo di concetti e suoni ma è, in ogni caso, un disco che si fa consigliare senza alcuna remora ed ascoltare altrettanto bene.

Il rappresentativo manifesto di una band dal buonissimo potenziale, cui difetta solo un briciolo di personalità in più per spiccare il volo e guardare da vicino i vari Gojira, Hacride e Textures.







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Tracklist:

01. The Passing
02. Ardad
03. Forbidden
04. Deep In The Under
05. The Holy Cast
06. Eminence
07. Curse The Damned
08. When Strife And Greed Collide

Line Up:

Andy Giolmas - Voce
Stamos Koliousis - Chitarra
Vangelis Labrakis – Chitarra / Tastiere
Kostas Alatas - Basso
Nick Prapas - Batteria

 
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