Recensione: De Praestigiis Deamonum

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Ed ecco il mini MCD dei meridionali Heretical, band di Caltanissetta che non avevo mai sentito nominare, ma nei confronti della quale mi tolgo tanto di cappello a fronte di una militanza più che decennale. Ho detto mini MCD perché ascoltando “De Preastigiis Deamonum” troneggia la sensazione di “toccata e fuga” che con Bach c'entra soltanto per il gioco di parole, vista la ferocia musicale e la durata ridotta.

Ci tengo a precisare la bontà della grafica e la professionalità del lavoro, che in toni bianchi e neri ha un suo fascino, peccato per la banalità della copertina. Capisco che si stia parlando di black metal e non delle canzoni delle Giovani Marmotte, quindi è condivisibile il desiderio di trasmettere blasfemia e sentimenti anticristiani, però l'idea del prete che guarda al cielo furbescamente rassegnato mentre un'orda di messaline lo insidia, è un po' annacquata. Tra le note finali, non può mancare nell'anno della scomparsa del mitico leader dei Bathory, un omaggio al dipartito Quorthon; il classico cadeau che se sincero e sentito è sempre gradevole (sperando che non sia una costante dei prossimi 1.000 dischi black che usciranno).

Ora la musica: quattro tracce per 12 minuti che sembrano finire anche prima della loro durata reale a causa di un'intro, che accoppiata al finale, ruba sostanzialmente del tempo alla musica vera a propria. Non dico che la parte atmosferica e recitata non debba avere il suo spazio in un disco dai temi occulti, ma, per una mia personalissima concezione di MCD, preferirei quei pochi minuti registrati votati esclusivamente al metallo.
Comunque, dopo il crepitio del fuoco, una litania malefica ed un imponente coro, irrompe la potenza e la velocità stordente di “Satanangel”, che ci spezza il collo con la brutalità ultrafast del riffing di chitarra, estremamente nervoso ed iroso ma lucidamente bilanciato; ottimo il lavoro più che notevole del drummer che smazza cambi di tempo e rullate senza remore. Pur sembrando un pezzo di pura e totale disintegrazione, sul finale arriva un ottimo spaccato melodico che rinvigorisce l'atmosfera conferendo una dimensione ulteriore alla composizione. Stilisticamente, questo accostamento tra velocità furibonde e spaccati atmosferici, mi ha fatto ripensare agli Hecate Enthroned del periodo “Dark Requiems…”. Da notare che la song in questione è stata ripescata dall'archivio del gruppo alla data 1996, tempo nel quale fu composta la parte musicale completata dai testi nel 2001. Ben riuscita la produzione, convincente il duetto scream/growl.
Peccato che il secondo passo “Schwisstuch” risulti leggermente meno accattivante, penalizzato da una resa di minore qualità che fa perdere un po' dello smalto iniziale. Restano sicure al comando le velocità speditissime e l'atmosfera malefica e violenta, sempre arricchite da un prezioso tocco aggressivo ma melodico di chitarre. Black metal veloce, tirato ma non ignorante ed insensibilmente freddo.
A chiudere, arriva la già citata outro tratta dall'horror movie del 1974 The Anticrist di A. De Martino, effettata e ritoccata per l'occasione. Vi consiglio di ascoltare bene questo spaccato, che a parte le mie considerazioni sulla sua opportunità, ha un qualcosa di angoscioso come solo certi film degli anni ‘70 sapevano essere: crudo, pieno della follia drammatica da possessione demoniaca. Uno dei volti della pazzia.

Black metal anticristiano dai connotati “descrittivi”, non tanto per la preponderanza di orchestrazioni maestose o quant'altro, ma per una certa predisposizione ad essere fortemente rappresentativo dei concetti che si prefigge: satana, il male, la schizofrenia malefica.

Dopo tre anni di assenza, dopo numerose traversie che hanno intaccato la formazione della band, questo terzetto è tornato con un discreto lavoro che spero possa aprire qualche porta ad una formazione storica per il metal estremo italiano.

Tracklist
01. Nachzehrer – Filius Diabolis (intro)
02. Satanangel – Daemonium Dominion
03. Schwisstuch – The Veil of Macabre
04. Posatanica – Fantasmagoria Diabolica

 
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