Recensione: Demo(n) 14

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Sebbene Demo(n) 14 sia la loro primissima uscita, i Forged In Blood non sono certamente musicisti di primo pelo: le origini della band vanno infatti cercate nell'underground hardcore milanese (gli storici Toxic Youth e gli altrettanto esperti CalibroNove), tuttavia con questo primo demo il distacco da certe sonorità è piuttosto marcato, pur rimanendo evidente la volontà della band di tenersi lontana da qualsivoglia modernismo. 
 
Il lavoro, ottimamente prodotto ai Cellar Door Studios di Vimodrone, si apre con il buon tiro di Forever, classicissimo heavy metal che mette in risalto la forte influenza a marchio Iron Maiden dei primi tempi. Il ritmo è incalzante e buono il rifferama delle chitarre, che mettono in mostra notevoli armonizzazioni nella fase solista. La proposta dei Forged In Blood è tradizionale, forse datata, ma si lascia ascoltare, anzi, con il susseguirsi dei passaggi nello stereo non si può non apprezzare il songwriting azzeccato e la cura degli arrangiamenti. La base ritmica appare solida e affiatata, il cantato di Rob è opportunamente evocativo e le chitarre ben assortite. 
Con la seconda traccia, Green, si cambia registro: i tempi sono meno frenetici e il primordiale heavy metal viene contaminato da atmosfere più hardeggianti e ricercate. Le chitarre giocano un ruolo ancora importante, ma rispetto all'opener è la linea melodica del cantato che si nota maggiormente: in questo frangente - si noti in particolare lo stacco centrale ottimamente supportato dal basso pulsante di Novo - la voce stentorea di Rob appare, però, forse eccessivamente recitata. 
Stumble On My Pride offre ancora una volta ottimi spunti a tutti i livelli: in questo caso l'atmosfera cadenzata e solenne ben si sposa con un cantato dal timbro imponente à la Eric Clayton (Saviour Machine). La canzone cresce di intensità fino arrivare ad una seconda metà caratterizzata da ottime scelte in fase chitarristica: un accattivante stacco in palm-muting fa da apripista ad un ficcante assolo dove l'influenza dei Metallica anni '80 è abbastanza palese. Ottima traccia che a parere di chi scrive potrebbe rappresentere un buon punto di partenza per i prossimi lavori. 
La chiusura spetta a Look At The Bottom, dove i Forged In Blood affiancano stacchi tipicamente heavy (grazie alla distorsione delle chitarre così come ad una batteria particolarmente robusta) a trovate ricche di groove e più ariose. 
 
Il giudizio su Demo(n) 14 è positivo: ci troviamo davanti a gente che sa suonare e si diverte. E' abbastanza evidente come la band sia ancora in una fase di ricerca della strada da scegliere: siamo in un territorio classicamente heavy metal, resta da capire se l'evoluzione sarà verso territori più vintage ed essenziali oppure verrà privilegiata l'inclinazione del gruppo verso qualcosa di più evoluto. Qualunque sia il futuro...buon lavoro! 
                                                                                                                                                                           
Vittorio "Vittorio" Cafiero

 
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