Recensione: Denim and Leather

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Ci sono piccole cose il cui valore non è stimabile materialmente. Per scoprirne l' importanza dobbiamo infatti gustarle ed apprezzarle giorno per giorno. Sono queste le cose per cui vale la pena di vivere? C'è chi sarebbe pronto a rispondere di sì. Probabilmente anch' io sono fra questi.
Un momento felice accanto alla propria donna od ai propri cari, un' opera d'arte o chessòio cos' altro.

La Musica.
Un buon disco, certamente, fa parte di quella non tanto ristretta cerchia di piccoli effetti che regalano o possono regalare momenti indimenticabili. Di certo nella storia dell'Heavy Sound molteplici potrebbero essere gli esempi da citare e soprattutto da apprezzare.
Molto infatti, si deve alla creazione di dischi quali appunto questo “Denim and Leather” il quale, ancor oggi, è da considerarsi come tra gli emblemi più nitidi e incontaminati del sound della tanto cara Albione.
Parlare ordunque di un disco come questo è quanto mai complicato. La demagogia e la retorica sono alla porta e pronte ad attenderti, se si parla di opere d'arte di questa maestosità infatti, è logico ed oserei dire fisiologico, attendersi i soliti commenti entusiastici e le solite frasi di circostanza.
Ai Saxon, ed a Biff Byford, demiurgo di questa incantevole creatura , va perciò il merito di aver plasmato una gemma ( non unica, invero ) che rimarrà per sempre, indelebilmente, nei cuori e nelle menti di noi tutti.
Come prescindere signori miei, da quella voce un pò così, che c'infastidisce quando tentiamo di canticchiarla sotto la doccia ma, dannazione, Byford come fa?
Come prescindere da quei riffs unici, che tanto abbiamo amato e che hanno rappresentato, in molti casi, la colonna sonora di alcuni passaggi più o meno importanti della nostra esistenza?
Come prescindere dal groove accattivante e dall' appeal prettamente Ottantiano della sbarazzina “Never Surrender”?
Che dire poi, della elveticamente cadenzata “Princess of The Night” che, nella sua essenza, racchiude la storia e le gesta dei primi anni 80; quelli in cui, per intenderci, la NWOBHM andava per la maggiore?

Naturalmente a ciò non si può, in alcun modo, ovviare. I Saxon sono fra le bands più amate nel panorama Heavy Metal proprio per questi motivi. Il pubblico li ha sempre apprezzati per la loro genuinità e per il loro sound profondamente diverso dal comune. Il successo molte volte ( badate, non sempre ) ha un suo ben preciso motivo.
Poi ovviamente, album come il Nostro non si riassumono ad un paio di pezzi ma, consentitemi, in ormai quasi 10 anni di ascolti di questo disco non sono riuscito a trovare un solo punto debole. Indi parlare ( o lodare, facciate voi ) di una qualsiasi delle canzoni, equivale in linea di massima alla possibilità di estendere lo stesso giudizio anche a tutte le altre.
Filler songs, manco a sbagliarsi. Passi falsi? Macché!
Chi ha avuto l'onore, ma soprattutto il piacere di gustare dell' ascolto di capolavori indelebili come “Out of Control” e “And The Bands Played On” si sarà già reso conto, ed a buon bisogno meglio del sottoscritto, come la genialità nuda a cruda, coesa al punto giusto con una buona preparazione tecnica possano dare vita a qualcosa di unico, di clamoroso. Che guaio poi, per i padiglioni auricolari, che si trovano giocoforza drogati da tanta perfezione stilistica. Ne vorranno sempre di più e, mai contenti, ve ne chiederanno sempre di più. Perché “Denim And Leather” è subdolo: entra in testa immantinente, ma di uscirne… non ne vuol sapere.

Ci sono piccole cose, dunque, il cui valore non è stimabile materialmente. Che dite, “Denim And Leather” è una di queste?

Daniele “The Dark Alcatraz” Cecchini

TRACKLIST
1. Princess Of The Night
2. Never Surrender
3. Out of Control
4. Rough and Ready
5. Play It Loud
6. And The Bands Played On
7. Midnight Rider
8. Fire In The Sky
9. Denim And Leather
 
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