Recensione: Destroy Western World

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Citare Maurizio “Angus” Bidoli, a livello italiano, equivale a dire Metallo. Il Nostro, con i suoi Fingernails, – tra alti e bassi, split e reunion varie – è dal 1981 che non molla di un centimetro e si sbatte ancora oggi come un animale per poter suonare la musica che più gli aggrada. Come ben specificato in sede di intervista, le “Unghie” romane hanno vissuto il Loro periodo d'oro nella seconda metà degli anni Ottanta quando, con il debutto ufficiale omonimo – dopo la solita trafila di demo - , hanno annichilito i die hard fan tricolori sputando sul mercato un disco che suonava “più Motorhead” dei Motorhead. Non è sicuramente questa la sede per rivangare la storia della band, peraltro sviscerata nella chiacchierata di cui sopra, ma vi basti sapere che nel 2006 ha visto la luce l'album Hell'n'Back, per la Old Metal Records, contenente, oltre ad altre chicche, tutti i brani di “Fingernails” del 1988.

E' di questo 2008 la novità. Il chitarrista/cantante Bidoli, reclutate altre tre vecchie triglie del metallo italiano nelle persone di Anthony Drago (ex Kaledon e Raff) alla voce, Big Ricchard, bassista dei concittadini The Hammer e, per finire, Fabrizio Lucidi, batterista che ricorda molto, come stile, Riccardo “Duracell” Lipparini - scomparso prematuramente il 16 luglio del 1996 – fa uscire sul mercato il nuovo album dei Fingernails, intitolato Destroy Western World.

Il suono è moderno, compatto, a volte effettato, assolutamente al passo con i tempi, senza però dimenticare lo storico passato dei quattro componenti in parecchie occasioni. Christ vive di un refrain ipnotico ma implacabile, Pink Death 666 rimanda al Punk dei Seventies – tra l'altro presente anche in versione italiana verso la fine del disco - , That's Me non avrebbe assolutamente sfigurato sul debutto del 1988, I Don't Give a F**k beneficia di un ritornello irresistibile, Punk Rocker Goes to Hell fa il verso ai grandi Ramones mentre Italian Tv vale la pena di essere ascoltata anche solo per il messaggio di ribellione che contiene. Un inciso: all'interno di queste prime tracce, fra gli autori, viene riportato anche lo storico bass player Marco "Bomber" Santoni, il che mi fa dedurre che alcune composizioni risalgano a qualche anno fa.

Tornando al disco, risulta molto interessante Bombe in Via Veneto, con Bomber come special guest al basso e il vecchio Angus a martoriare il microfono in lingua madre, così come in No Fun - stavolta in inglese - , un inno Stooges a la Sex Pistols con interpretazione stile Sodom. Per chiudere, Straight to The Point riporta ai Motorhead della classic line-up (Kilmister/Clarke/Taylor).

A parte qualche episodio in tono minore fra i brani non citati – d'altronde su quindici pezzi risulta difficile per tutti mantenere un “tiro” impeccabile – Destroy Western World convince sia per attitudine che per efficacia. La prova dei quattro musicisti, come prevedibile, è assolutamente al di sopra delle righe. Produzione un po' altalenante ma comunque di buon livello.

Bentornati Fingernails!


Stefano “Steven Rich” Ricetti



Tracklist:
1. Christ
2. Pink Death 666
3. That's Me
4. Destroy Western World
5. Burn Me at Dawn
6. I don't Give a F**k
7. Punk Rocker Goes to Hell
8. Italian TV
9. Gettin Better
10. Bombe in Via Veneto
11. No Fun
12. Psychedelic Dreams
13. Straight to the Point
14. Pink Death 666 (Italian Version)
15. Sex Drugs R'n'R

Line-up:
Maurizio "Angus" Bidoli - Guitar and Vox
Big Ricchard - Bass
Anthony Drago - Vox
Fabrizio Lucidi - Drums

 

PS: per ulteriori informazioni riguardo la reperibilità del disco, spedire una e-mail a: king@upthetombstones.com oppure andare su E-Bay.

 

 

 
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