Recensione: Dio

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Un tributo alla voce del Metal che esce a distanza di poco più di un mese dalla sua morte e viene annunciato praticamente in contemporanea?

Non dovremmo (e non vorremmo) dilungarci su disquisizioni circa l'opportunismo di una release come questa, ma non possiamo neanche esimerci totalmente dall'affrontare il discorso, anche e soprattutto alla luce delle recenti dichiarazioni in merito da parte dello stesso Jorn.

Nessuno ci toglierà mai dalla testa che questo platter è quanto di più malizioso, ruffiano, e dannatamente opportunista ci si potesse aspettare da un artista del calibro di Lande, peraltro già tacciato, in passato, di atteggiamenti - musicalmente parlando, s'intende - tutt'altro che cristallini.

Se, come egli stesso si è precipitato a sottolineare, questi brani sono stati scritti in tempi assolutamente non sospetti, c'è quantomeno da temere i poteri malefici nonché divinatori (si legga il testo della opener "Song For Ronnie James", scritta durante la malattia di Ronnie James Dio, al quale ci si riferisce con termini come "angel", tutt'altro che terreni) del biondocrinito cantante norvegese...

Ciò premesso, sentendoci sollevati almeno dal dovere di responsabilità, possiamo affrontare più tranquillamente i contenuti di questo disco, tentando di estrapolarli dal contesto in cui sono ahinoi vincolati.

Dal punto di vista prettamente artistico, dunque, ribadiamo per l'ennesima volta la classe straordinaria di Lande, probabilmente il vero degno erede di Ronnie, rimarcando però, come sempre, i limiti compositivi del nostro, quasi costretto a "vivere" all'ombra dei maestri (Dio e Coverdale su tutti) per ciò che riguarda il songwriting, da sempre punto debole delle produzioni targate Jorn.

Piuttosto che ascoltare gli inediti partoriti dalla mente di Lande, e apprezzarli solo quando questi risultino oltremodo infarciti di cliché e richiami alle gloriose composizioni di Rainbow, Whitesnake, Dio ecc., preferiamo il Lande tribute-man, peraltro già apprezzato in numerose occasioni.
Ricordiamo infatti la straordinaria interpretazione di "Stargazer", apparsa su The Spectral Spheres Coronation dei Mundanus Imperium, o le diverse cover registrate sul debut di Jorn, "Starfire", del 2000 ("Edge of the Blade" dei Journey, "Break It Up" dei Foreigner, "The Day the Earth Caught Fire" dei City Boy, "Burn" dei Deep Purple, e "Just the Same"  dei Jefferson Starship) e sul tribute album Unlocking The Past, del 2007.

L'unico brano originale è la opener, "Song For Ronnie James", di cui s'è già detto. Si prosegue dunque con cover del periodo "Dio era", con brani estratti dagli album dei Dio, eccezion fatta per "Kill The King" (da Long Live Rock 'n' Roll dei Rainbow) e "Lonely Is The Word" (da Heaven and Hell dei Black Sabbath), peraltro già apparse nel citato Unlocking The Past, anche se la seconda è stata riarrangiata in medley con "Letters From Earth" (da Dehumanizer, sempre dei Black Sabbath).

Non c'è molto da dire circa la resa delle canzoni, tutte riproposte in maniera pressoché perfetta e fedele all'originale, con particolare riguardo ai brani di Holy Diver, decisamente i più appetitosi del lotto, con menzione particolare alla versione dal vivo di "Straight Through The Heart".

Da notare come, nei vari passaggi, Lande prediliga spesso richiamare lo stile di Coverdale, altro suo grande ispiratore, per cui l'accoppiata Dio (per la selezione delle composizioni e per la timbrica) / Coverdale (per lo stile vocale) risulta qualcosa di esplosivo, la sintesi perfetta di ciò che vorremmo sentir cantare a Jorn anche in versione inedita.
D'altro canto, questo è proprio ciò che da sempre Jorn tenta di fare, come solista o come singer di una band, ma che fino ad oggi ha avuto esito felice solo nei casi di tribute/cover album.

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Tracklist:

Song for Ronnie James (Original Song)
Invisible (originally from Holy Diver)
Shame on the Night (originally from Holy Diver)
Push (originally from Killing the Dragon)
Stand Up and Shout (originally from Holy Diver)
Don't Talk to Strangers (originally from Holy Diver)
Lord of the Last Day (originally from Magica)
Night People (originally from Dream Evil)
Sacred Heart (originally from Sacred Heart)
Sunset Superman (originally from Dream Evil)
Lonely Is the Word / Letters from Earth (2010 version) (originally from Heaven and Hell/Dehumanizer)
Kill the King (originally from Long Live Rock 'n' Roll)
Straight Through the Heart (live) (originally from Holy Diver)

Line-Up:

Jorn Lande: Lead Vocals
Willy Bendiksen: drums
Tore Moren: guitars
Jgor Gianola: guitars
Tor Erik Myhre: guitars
Nic Angileri: bass

 
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