Recensione: Disciple Of The Heinous Path

inserito da

Nati nel 1999 come solo-project di Shatraug, già chitarrista e "mente" degli Horna, il gruppo ha velocemente preso le sembianze di una vera e propria band, arricchendo la propria line-up di personaggi noti della scena black metal finlandese, quali Torog e Horns, entrambi provenienti dai Behexen. Nel 2001 esce il debutto "Tyranny Returns", seguito da uno split con i francesi Merrimack, e, nel 2002, accasatisi presso la Moribund Records, i Sargeist entrano presso i Boneyard Studios per incidere quel "Satanic Black Devotion" che ottenne molti riscontri positivi tra gli addetti ai lavori e fans del black metal più puro e incontaminato.

Dopo un'altra serie di split ed una raccolta contenente i demo della band, si arriva finalmente alla pubblicazione di questo atteso "Disciple Of The Heinous Path", che non sposta di molto le coordinate stilistiche del gruppo, proponendoci nuovamente un lavoro devoto alla vecchia scuola, ricco di riferimenti al Metallo Nero norvegese di inizio anni Novanta, ma con quel gusto melodico tipico dei gruppi finlandesi e tanto caro alle bands da cui i membri di questo gruppo provengono, Horna su tutti. Rispetto a questi ultimi, però, possiamo riscontrare una maggiore dose di malinconia, unita ad atmosfere gelide e molto desolanti, coadiuvate da una distorsione delle chitarre decisamente azzeccata, essendo non troppo satura e quindi in grado di far risaltare ogni singolo passaggio e arrangiamento.

Tutto questo è subito chiaro sin dalla opener "Black Treasures Of Melancholy", song sicuramente degna di nota per l'ottimo lavoro delle chitarre, molto ispirate ed emozionali, con lo screaming gracchiante di Torog in primo piano, per rendere ancora più deviata l'atmosfera. Basterebbe già questa song per riassumere tutti gli elementi che troverete proseguendo con l'ascolto dell'album, se non fosse per un paio di episodi che rallentano il "tiro", mostrandoci il lato più funereo e lugubre della band, come nel caso della terza traccia, "Cursed Blaze Of Rituals", in cui compaiono influenze dei primi Darkthrone. Il gruppo è anche abile nello scrivere ottimi mid-tempos alternati a parti più veloci, come nel caso della title-track, caratterizzata da una prima parte molto bella ed atmosferica, con chitarre arpeggiate ma distorte in apertura sviluppandosi, successivamente, in una tipica black metal song veloce e distruttiva. Molto interessante risulta anche "Heretic Iron Will", con riffs molto coinvolgenti su base ritmica in blastbeat, che danno vita ad una song davvero incendiaria e trascinante! Il disco si chiude con "Echoes From A Morbid Night", abbastanza canonica e povera di spunti di particolare rilevanza, tuttavia piacevole ma niente più.

Tirando le somme possiamo dire che questo "Disciple Of The Heinous Path" è un lavoro ben fatto e sopra la media delle uscite del genere, che sicuramente non deluderà i fans del gruppo e di quelli che amano un certo modo di intendere il "True" Black Metal, quindi quello fatto di pochi orpelli, tecnica non esaltante ma tanta oscurità e feeling. Affermare che siamo al cospetto di un capolavoro però sarebbe un po' esagerato, infatti il cd incontra a volte dei momenti di stanca o cade nella trappola della ripetitività, ma sappiamo che ciò è molto facile che avvenga quando si sceglie di suonare un genere così integerrimo e scevro da qualsiasi forma di contaminazione come quello proposto dai Sargeist, e credo anche che non interesserebbe a nessun fan e al gruppo stesso intromettere elementi di novtà, che snaturerebbero l'essenza di un genere che ormai sono in pochi a portare avanti con fierezza e risultati apprezzabili. Consigliato soprattutto ai cultori del genere e a chiunque voglia capire cosa voglia dire suonare puro Black Metal.

Tracklist:
1) Black Treasures Of Melancholy
2) Remains Of An Unholy Past
3) Cursed Blaze Of Rituals
4) Disciple Of The Heinous Path
5) Heretic Iron Will
6) Echoes From A Morbid Night

 
72