Recensione: Double Faced Corruption

inserito da

Dopo “Le Notti del Peccato”, Officina Rock torna a presentarci il Fearbringer e stavolta lo fa con una operazione di vera e propria archeologia. Ecco qui infatti riproposti alcuni dei primissimi lavori autoprodotti dal musicista parmense, partendo dal 2000 con “Nera Chiesa”, passando per “Carne Tormentata” del 2001, fino ad alcune canzoni finora mai pubblicate in nessuno dei molteplici progetti musicali del Fearbringer. Con l'aggiunta di una piccola chicca: tre cover di altrettanti classici dei Bathory, bagaglio quasi irrinunciabile di ogni sua esibizione live.

Troviamo per primi in scaletta tre brani scritti e registrati a cavallo tra il 2003 e il 2004, finora mai pubblicati. “Walls of Damnation” è un brano di classico black metal senza compromessi, come spesso ci ha abituato il Fearbringer. Cantato quasi interamente in italiano, senza però per questo risultare mai banale, presenta vari inserti di voce pulita che sempre più spesso abbiamo imparato ad associare alle canzoni del musicista di Parma.
“Mind and Sword”, punta molto più sull'epicità, avvalendosi in particolare della voce pulita e dell'effetto eco, che dà al tutto quel vago sound che sembra quasi registrato in chiesa. La terza “Death Ballad” è la più vecchia delle canzoni inedite e si sente subito, anche per quello che riguarda la registrazione, decisamente più sporca e meno potente rispetto a quelle a cui il Fearbringer ci ha abituato negli ultimi tempi.

Con la quarta traccia “Darkness in Time”, comincia la ripubblicazione del demo “Nera Chiesa”, inizialmente distribuito su cassetta e qui giunto alla sua seconda riedizione. Segno che il seguito del musicista parmense è tutt'altro che esiguo. L'interesse nei confronti dei suoi primi lavori, o anche solo il collezionismo di chi ha visto in questo ragazzo uno in grado di poter diventare Qualcuno, ha visto alzarsi la richiesta di certo suo materiale divenuto ormai quasi introvabile.
Stesso discorso si può fare anche per “Carne Tormentata”, demo risalente al 2001 e da TrueMetal già recensito QUI, anch'esso ormai introvabile e qui ristampato per la prima volta. Esso occupa le tracce dalla nona alla tredicesima.

L'ultimo capitolo del disco è infine dedicato alle cover. L'ammirazione del Fearbringer nei confronti di Quorthon è sempre stata palese fin da tempi non sospetti, e la dedica di questo disco proprio a lui non è un modo per ingraziarsi qualche fan del deus-ex-machina dei Bathory. Per chi non ne fosse ancora convinto, gli basterebbe ascoltare le cover, personali ma che per nulla tradiscono lo spirito degli originali, di “Call from the Grave”, “The Lake” e in particolare di “A Fine Day to Die”, per rendersi conto della passione che vi sta dietro.

Per concludere si tratta di una pubblicazione diretta in special modo agli appassionati dell'ambito black underground italiano e ai fan del Fearbringer. La qualità della registrazione di molti brani, in particolare di quelli che compongono “Nera Chiesa”, farà indiscutibilmente la felicità dei più indefessi puristi del “raw black metal” della prima ora, mentre farà un po' storcere il naso a coloro che hanno conosciuto il musicista parmense solo dalle sue più recenti uscite discografiche. Si tratta però di una pubblicazione decisamente interessante perché capace di presentare al grande pubblico materiale ormai praticamente introvabile.

Tracklist:
Chapter Mind – (Fearbringer ‘03/'04 previously unreleased)
01 Walls of Damnation
02 Mind and Sword
03 Death Ballad

Chapter Perversion – Nera Chiesa (2000/01)
04 Darkness in Time
05 Marianna De Leyva
06 Madeleine Bavent
07 Nera Chiesa
08 Paura

Chapter Massacre – Carne Tormentata (2001)
09 Nera Morte
10 Un Dono di Sangue
11 Rituale di Morte
12 Strazio
13 Senza Sepoltura

Chapter Tribute – (Bathory Covers)
14 Call from the Grave
15 A Fine Day to Die
16 The Lake

Alex “Engash-Krul” Calvi

 
65