Recensione: Draculea

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Attivi dal lontano 1984, i Necrodeath sono da sempre considerati una delle band portabandiera del metallo estremo tricolore all'estero. Ad un anno di distanza dal precedente 100% Hell, album che era riuscito in qualche modo a distaccarsi solo in parte dal sound standard che ha da sempre caratterizzato la band ligure strizzando l'occhio verso la sperimentazione, i nostri tornano sul mercato con Draculea; un concept album ispirato alla leggenda del conte Dracula.

V.T. 1431-1476
Draculea è un concept album basato sulla vita di Vlad Tepes, meglio conosciuto come Dracula o Vlad l'impalatore (era questo, infatti, il supplizio che preferibilmente infliggeva ai nemici). La tracklist del disco è divisibile in due diverse sezioni; una prima parte contenente una manciata di brani che hanno nella loro forza l'immediatezza e la violenza tipica del sound della band ligure, ed una seconda parte di pezzi che sacrificano la velocità e la violenza per lasciare spazio alle sperimentazioni fatte di atmosfere cupe e sognanti. L'inizio del disco è affidato alla strumentale V.T. 1431, un pezzo caratterizzato dagli arpeggi in acustico della chitarra di Pier Gonella che rendono fin da subito l'atmosfera a dir poco inquietante e quasi magica, da notare sopratutto l'accostamento con la lingua rumena che và a sostituire, per l'occasione, gli insert in latino che hanno sempre caratterizzato le precedenti produzioni della band genovese. Il resto della tracklist si muove egregiamente su quello che è il segno distintivo dell'intero disco; pezzi più violenti come l'iniziale Smell of Blood e la velocissima Impaler Prince, due brani in puro "Necrodeath Style" nei quali fa da padrona la sezione ritmica della band guidata perfettamente dalla batteria di Peso e dal basso di John, che vanno ad alternarsi a tracce decisamente più sperimentali come la title track Draculea e la strumentale The Golden Cup, che hanno in loro la capacità di ricreare un'atmosfera maligna e quasi surreale. Atmosfere che si ritrovano anche nella lentezza soffocante di Party in Tirgoviste; un pezzo lontano anni luce dagli standard compositivi della band, ma che si lascia apprezzare notevolmente per gli arpeggi di chitarra già ritrovati nell'intro che riescono a ricoprire la traccia di un'aurea sinistra e quasi terrificante. Degno di nota il gran finale riservato a V.T. 1476, un pezzo dal sapore leggermente "gothic" in cui vi è la partecipazione speciale di Lady Godiva, che riesce, con la sua voce angelica, a mettersi in perfetto contrasto con Flegias. Nel disco troviamo anche presenti la rivisitazione del classico del passato della band ligure Fragments of Insanity e la cover del capolavoro Countess Bathory dei maestri Venom, due tracce che potrebbero far pensare ad una sorta di semplice riempitivo per l'album, ma che di certo non abbassano il livello della produzione risultando ugualmente molto affascinanti e ben strutturate.

In conclusione, Draculea risulta essere un prodotto coraggioso che riesce a distaccarsi da quelli che sono gli standard tipici della band ligure per dare largo spazio alle sperimentazioni ed alle atmosfere. Sicuramente è un disco difficile da digerire al primo ascolto, e molto probabilmente dividerà le opinioni di tutti i fans della band, ma in ogni caso resta un lavoro ben riuscito ed estremamente affascinante.

Angelo 'KK' D'Acunto

Tracklist:

01 V.T. 1431
02 Smell of Blood
03 Party in Tirgoviste
04 Fragments of Insanity
05 Draculea
06 Countess Bathory (Venom Cover)
07 The Golden Cup
08 Impaler Prince
09 V.T. 1476

 
80